LONTANI LA TRAVERSATA – NOI GIORNALE
QUANDO L’ACQUA SI SIEDE A UN TAVOLINO
Dalla libreria “Io ci sto” al Vomero alla piazza: il bene comune che chiede ascolto
di Ciro Scognamiglio
Qualche giorno fa eravamo seduti a un tavolino alla libreria “Io ci sto” al Vomero, a Piazza Fuga.
Intorno non c’erano soltanto libri.
C’erano storie, pensieri, persone che ancora credono che una città si costruisca prima con le idee e poi con il cemento.
Con padre Alex Zanotelli il dialogo è partito da un gesto semplice: un bicchiere d’acqua davanti a noi.
Non abbiamo parlato soltanto di reti, aziende, formule giuridiche.
Abbiamo parlato dell’uomo.
Perché l’acqua, prima di essere un servizio, è una relazione tra generazioni.
Poi è arrivata la piazza.
Sono arrivati i documenti, gli interventi, i dati, le preoccupazioni sulla trasformazione di ABC Napoli.
Ed è qui che il giornalismo deve fare il suo mestiere: ascoltare.
Non sostituirsi ai tecnici, non urlare più forte degli altri, ma raccogliere le domande che una comunità porta.
Perché una città non perde solo quando perde un bene.
Perde quando smette di discutere sul significato di quel bene.
Padre Alex da anni ci ricorda una cosa semplice: alcuni elementi della vita non possono essere letti soltanto con il vocabolario del mercato.
L’acqua entra nelle case senza chiedere chi siamo.
È memoria, diritto, responsabilità.
Dal tavolino della libreria “Io ci sto” alla strada resta allora un filo:
una città vive quando i cittadini non delegano tutto, ma restano presenti.
Seduti magari davanti a un bicchiere d’acqua.
A parlare ancora del futuro.
Ciro Scognamiglio
Lontani la Traversata – Noi Giornale

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