LONTANI LA TRAVERSATA – Fotografia Vagabonda
SEDUTO FUORI
LA CITTÀ NON PERDE LE CASE
Perde chi non ascolta più le storie
Il dialogo degli sguardi
di Ciro Scognamiglio 3 giugno 2026
Il giornale era aperto davanti al Vecchio. L’analisi del professore e amico Giovanni Laino sui Quartieri Spagnoli non chiedeva una risposta, ma un confronto tra due modi di osservare la stessa città. Quando l’obiettivo è capire e non giudicare, gli sguardi non si scontrano: si completano.
C’è chi legge Napoli attraverso gli strumenti dell’urbanistica, delle trasformazioni sociali, degli spazi che cambiano e delle nuove economie che modificano i quartieri. È uno sguardo necessario, soprattutto quando non resta teoria ma diventa presenza, ascolto e servizio sul territorio.
Poi c’è un altro punto di osservazione: una sedia fuori a un vicolo. Uno sportello senza porta, dove il Vecchio prova a guardare non solo come cambiano i palazzi, ma cosa accade agli uomini mentre quei palazzi cambiano.
Forse questa è la domanda dell’antropologia del quotidiano: non soltanto “chi ha trasformato la città?”, ma anche “dov’ero io mentre tutto questo accadeva?”.
Per anni abbiamo attraversato strade, bassi, cortili e piazze pensando che quella rete invisibile di rapporti sarebbe rimasta per sempre. Cercavamo lavoro, futuro, sicurezza per i nostri figli. Guardavamo avanti, ma forse qualche volta abbiamo dimenticato di custodire quello che avevamo accanto.
Le città non muoiono in un giorno. Prima sparisce un saluto, poi una voce dal balcone, poi un mestiere, infine una memoria. Quando ce ne accorgiamo diciamo: “Il quartiere non è più quello di prima”. Ma forse dovremmo chiederci se noi eravamo ancora gli stessi.
Il Vecchio seduto fuori non cerca colpevoli. Cerca cause. E tra quelle cause trova anche una parte della propria responsabilità. Perché si può vivere in mezzo alla gente e non vedere tutto.
Napoli non deve avere paura di chi arriva. Questa città è sempre stata porto, incontro, contaminazione. Il problema nasce quando chi c’era smette di raccontare, quando una casa diventa soltanto un immobile, un vicolo soltanto una fotografia, un anziano davanti alla porta soltanto una presenza da superare.
E invece quegli uomini e quelle donne custodivano il tempo. Erano biblioteche senza scaffali.
Non è nostalgia. La nostalgia ferma il mondo, la memoria lo accompagna. Una città può avere facciate restaurate, luci nuove, tavolini pieni e fotografie perfette, ma senza racconti resta una scenografia vuota.
Il Vecchio seduto fuori non chiede di tornare giovane. Chiede solo che qualcuno, passando, si fermi ancora un momento e domandi:
“Mi racconti com’era?”
Perché forse da quella risposta non nasce il passato. Nasce il futuro.
Ciro Scognamiglio
Fotografia Vagabonda – SEDUTO FUORI

Lascia un commento