SALMO DEI SANDALI CONSUMATI
Lettera di un uomo che resta fuori per continuare a camminare
Pianura, Chianura, terra amata. 1 giugno 2026
Ci sono momenti nella vita in cui bisogna fermarsi non perché sia finito il cammino, ma perché occorre cambiare strada per continuare a servire.
Fino a dicembre scelgo un tempo di silenzio e di ascolto. Non un allontanamento, non una protesta, non una porta chiusa. Semplicemente il bisogno di rimettere i sandali sulla strada, come mi è stato insegnato: vivere per servire e non servire per vivere.
Per anni ho sognato una casa comune. Ho immaginato una Pro Loco capace di diventare un grande cortile aperto dove tutte le realtà potessero incontrarsi: associazioni, gruppi, esperienze culturali, sociali, spirituali. Non per cancellare le identità, ma per farle dialogare.
Perché ogni fiore ha il suo colore, ma un giardino nasce solo quando i fiori accettano di stare nella stessa terra.
La nostra Pianura ha una storia antica. È stata campagna, cortile, fatica, famiglie, memoria. Ha conosciuto chi c’era da sempre e chi è arrivato dopo portando altre storie. Ma nessun luogo cresce se resta diviso tra “noi” e “loro”.
Una comunità non nasce dalla somma delle singole stanze: nasce quando quelle stanze decidono di aprire le porte e diventare casa.
Forse non sono riuscito a spiegarmi. Forse le mie parole non sono arrivate. Forse il tempo non era ancora maturo. Di questo chiedo venia.
Ma continuo a credere che il futuro non appartenga ai singoli protagonismi. Appartiene alle mani che costruiscono ponti.
Anche un Santo della nostra terra come Giustino Russolillo ci ricorda che la vocazione più alta non è apparire, ma donarsi. Il dono vero spesso lavora nel silenzio.
Per questo scelgo di stare un passo indietro. Fuori dalla scena, non fuori dalla comunità.
Continuerò ad ascoltare. Continuerò a condividere. Continuerò a sostenere ogni gesto di bene, ogni iniziativa sincera, ogni mano che costruisce.
Perché chi dona non cerca il primo posto al tavolo: cerca che il tavolo sia abbastanza grande per accogliere tutti.
Il mio augurio è che arrivi una mente illuminata, giovane o anziana non importa, capace di cucire ciò che il tempo ha separato.
Non tante piccole case chiuse.
Una casa grande.
La casa di tutte e tutti.
Con affetto e gratitudine.
Ciro Scognamiglio
un uomo ancora in cammino

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