LONTANI LA TRAVERSATA

COSTUMI – Giovani che costruiscono il futuro – 28 maggio 2026

Il Righi conquista l’Italia della Robotica: Napoli premia gli studenti che trasformano lo studio in futuro

di Ennio Silvano Varchetta
giornalista freelance – per Lontani La Traversata

NAPOLI – Ci sono giornate nelle quali una città riesce a guardarsi allo specchio senza vergognarsi.
E quella vissuta nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo appartiene certamente a queste rare occasioni.

Non è stata soltanto una cerimonia istituzionale.
Non è stata soltanto la consegna di attestati a studenti meritevoli.
È stato il riconoscimento pubblico di una Napoli che studia, ricerca, sperimenta e dimostra che il Mezzogiorno può ancora produrre intelligenza sociale prima ancora che tecnologia.

Otto studenti e studentesse dell’Istituto Tecnico Industriale “A. Righi” di Fuorigrotta hanno ricevuto il plauso ufficiale della Città dopo avere conquistato il primo posto assoluto ai Campionati Nazionali di Robotica 2026, svoltisi a Cattolica, superando istituti provenienti da tutta Italia.

Ma il dato agonistico, pur straordinario, racconta soltanto una parte della vicenda.

Dietro quella vittoria esiste infatti una questione molto più profonda: il rapporto tra scuola, innovazione e futuro umano.

Il progetto vincitore, denominato “RighiLab”, non nasce infatti come semplice esercizio tecnologico.
Nasce da una domanda educativa: come si può aiutare uno studente a non vivere lo studio come peso, ma come esperienza partecipata?

Da qui prende forma un’applicazione capace di trasformare video, dispense e appunti in giochi educativi interattivi.
A guidare il percorso compare un robot intelligente che accompagna l’apprendimento attraverso dinamiche coinvolgenti, intuitive e accessibili.

Dietro questa idea apparentemente semplice si nasconde invece una riflessione pedagogica avanzata: l’apprendimento non può più essere soltanto trasmissione verticale di nozioni, ma deve diventare esperienza immersiva, relazione, partecipazione emotiva e costruzione attiva della conoscenza.

In altre parole: questi ragazzi non hanno progettato soltanto un software.
Hanno tentato di immaginare una scuola diversa.

Ed è proprio questo l’aspetto che rende il risultato del Righi così importante sul piano culturale e antropologico.

Viviamo infatti in una società dove la tecnologia viene spesso raccontata come elemento freddo, distante, talvolta perfino disumanizzante.
Qui invece accade il contrario: la robotica diventa strumento per avvicinare, includere, motivare.

La macchina non sostituisce l’uomo.
Lo accompagna.

L’intelligenza artificiale non cancella la relazione educativa.
Può persino rafforzarla, se guidata da coscienza pedagogica e responsabilità civile.

Durante la dimostrazione pubblica, gli studenti hanno mostrato il funzionamento dell’applicazione davanti al Sindaco Gaetano Manfredi e all’Assessora alle Politiche Sociali, Politiche Giovanili e al Lavoro Chiara Marciani, evidenziando come “RighiLab” possa diventare un sussidio concreto per scuole di ogni ordine e grado.

Il Sindaco Manfredi ha parlato di “straordinaria fucina di talenti e innovazione tecnologica”, sottolineando come Napoli continui a dimostrare la propria capacità di produrre competenze di altissimo livello.

Parole importanti.
Ma ancora più importante è ciò che questa vicenda racconta indirettamente.

Perché troppo spesso Napoli viene descritta soltanto attraverso emergenze, marginalità e cronaca nera.
Troppo spesso i giovani appaiono nei racconti pubblici come problema sociale e non come risorsa.

E invece, dentro una scuola tecnica di Fuorigrotta, otto ragazzi hanno dimostrato che esiste un’altra narrazione possibile.

Una narrazione fatta di laboratori, studio, ricerca, docenti che credono ancora nel proprio mestiere e studenti che comprendono come la tecnologia possa essere usata non per isolare l’uomo ma per aiutarlo.

In fondo è questa la vera sfida del nostro tempo.

Non costruire macchine più intelligenti dell’essere umano.
Ma costruire esseri umani capaci di usare l’intelligenza senza perdere l’umanità.

Ed allora quella fotografia nella Sala Giunta assume un valore simbolico che supera la semplice celebrazione scolastica.

In quei volti c’è una Napoli che non chiede assistenza ma opportunità.
Una Napoli che non vuole essere raccontata soltanto per i propri fallimenti.
Una Napoli che studia il futuro invece di subirlo.

Ed è forse questa la vittoria più grande.

FUORITEMPO

“La tecnologia diventa civiltà
solo quando l’intelligenza dell’uomo
riesce ancora a proteggere il cuore.”

CIROSCO99 – Fotografia Vagabonda

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