GRAZIE CRISTINA BORRELLI
C’erano giorni — correva l’anno 2016 — in cui entrare in quella struttura dismessa significava attraversare il silenzio dell’abbandono. L’ex Bordiga, il nostro plesso dell’88 De Filippo di Ponticelli, in Via del Flauto Magico, era diventato un luogo dove viaggiavano più i cinfrusagli e i ratti che le speranze. Eppure, seduti attorno a un tavolo, tra un preside e una presidente del Consiglio d’Istituto, nacque un sogno semplice e rivoluzionario: restituire dignità a quei luoghi e ai ragazzi del territorio.
Quel tavolo aveva un nome preciso: Cristina Borrelli.
Non parlavamo di miracoli. Parlavammo di presenza. Di famiglie. Di mamme del CONOCAL. Di ragazzi che non volevano essere considerati numeri sociali ma persone. Parlavammo di futuro mentre intorno sembrava esserci solo periferia dimenticata.
Oggi è il 2026. Dieci anni dopo, Cristina Borrelli ha tagliato il nastro di quel sogno insieme a un’amministrazione che ha saputo ascoltarla e continuare il cammino. Perché chi vive davvero i territori riconosce subito chi viene da lontano e continua a camminare senza fermarsi mai.
E forse il valore più grande di questa storia è proprio qui: comprendere che i sogni esistono davvero, ma soltanto quando qualcuno ha il coraggio di coltivarli insieme agli altri.
Cristina oggi scrive:
“Il segreto è spostare l’attenzione dalla performance all’impegno, offrendo supporto emotivo e fiducia. Piccole opportunità sono spesso l’inizio di grandi imprese. I ragazzi del CONOCAL: la differenza siamo noi. Molti parlano, noi facciamo i fatti. Noi crediamo in VOI.”
Ed è vero.
Perché i territori non si salvano con gli slogan.
Si salvano con chi resta.
Con chi ascolta.
Con chi apre laboratori di falegnameria e meccanica invece di aprire nuove stanze al degrado.
Con chi sceglie di stare accanto ai ragazzi quando i riflettori si spengono.
Il CONOCAL oggi racconta questo: che le periferie non chiedono pietà, chiedono fiducia.
E allora grazie Cristina Borrelli.
Per aver dimostrato che una madre, una presidente del Consiglio d’Istituto, una donna del territorio, può trasformare un luogo dimenticato in una porta aperta sul futuro.
Firmato,
un Vecchio Sognatore
dal suo Terzo Binario.

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