LONTANI LA TRAVERSATA
QUALE VENTO!
Da Policoro ai vertici professionali: quando una formazione lascia tracce vere
Ci sono esperienze educative che finiscono con una firma su un attestato. E poi ce ne sono altre che, a distanza di dieci anni, continuano a produrre uomini, professionisti, responsabilità, memoria.
È questo il caso di “Uomini di Mare”, il percorso formativo svolto nel maggio 2015 presso il Federazione Italiana Vela (FIV) e il Circolo Velico Lucano, a Policoro, in terra lucana. Un progetto nato apparentemente come corso tecnico di vela, ma che nei fatti si rivelò molto di più: una vera palestra di carattere, disciplina, spirito di squadra e crescita umana.
A guardare oggi quei documenti, quei simboli, quelle immagini custodite nel tempo, viene naturale una domanda: quale vento ha spinto davvero quei ragazzi?
Perché quei giovani che allora imparavano a leggere una vela, a gestire una rotta, a comprendere la forza del mare e il rispetto delle regole, oggi non sono più semplici allievi.
Oggi molti di loro sono professionisti affermati.
Tecnici. Responsabili. Imprenditori. Educatori. Figure inserite in contesti lavorativi complessi, chiamati ogni giorno a prendere decisioni, guidare persone, assumersi responsabilità.
Ed è qui che chi ha avuto il privilegio di accompagnarli allora, oggi comprende il senso più profondo di quella esperienza.
Lo scrivente, presente in quella stagione formativa non soltanto come osservatore ma come uomo di relazione e coinvolgimento, ricorda bene quei volti, quelle domande, quella voglia di mettersi in gioco.
Non erano ragazzi facili.
Erano ragazzi veri.
Con fragilità, slanci, contraddizioni, entusiasmo. Ma con una qualità rara: sapevano ascoltare.
E chi ha vissuto il mare sa bene che senza ascolto non si governa nulla. Né una barca. Né una squadra. Né, tantomeno, la propria vita.
Oggi, quando alcuni di quegli ex allievi ricontattano chi li ha seguiti, mostrano i loro risultati, raccontano i traguardi raggiunti, condividono i propri percorsi professionali, allora diventa evidente che quella formazione non era un evento.
Era una semina.
Una di quelle semine che non finiscono sui social, non cercano applausi immediati, non vivono di fotografie di circostanza.
Vivono nei risultati concreti delle persone.
In un tempo in cui si parla spesso di crisi educativa, di giovani disorientati, di assenza di modelli, queste storie meritano di essere raccontate.
Perché dimostrano che quando un gruppo di passionari crede davvero nella formazione, il tempo può trasformare semplici allievi in uomini capaci di lasciare il segno.
E allora il titolo di oggi non è nostalgia.
È cronaca.
È testimonianza.
È la presa d’atto che il tempo, come il mare, non cancella tutto.
A volte seleziona.
E chi ha imparato a navigare davvero, prima o poi, trova la propria rotta.
Oggi quei ragazzi sono uomini.
E molti di loro sono professionisti di alto livello.
Per chi li ha conosciuti all’inizio, una sola parola resta possibile:
orgoglio.
— CIRO SCOGNAMIGLIO
Direttore – Lontani La Traversata
Fotografia Vagabonda | 2026
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