DAL DECUMANO MINORE – NAPOLI, FUORI DALLA SCUOLA

Il partito che esiste da sempre: quello di chi non conta

Ore otto del mattino.
Davanti a una scuola di Napoli non ci sono bandiere, non ci sono segretari, non ci sono capibastone, né televisioni in cerca della frase pronta.

C’è un piccolo banchetto di legno.
Due cartoni scritti a mano.
Una matita.
Due scatole di cartone usate come urne popolari.

Nessun simbolo ufficiale.
Solo una scritta:

PDNV

Partito Democratico del Non Voto

Un partito che non nasce oggi.
Non nasce con le correnti.
Non nasce con i congressi.
Non nasce con i professionisti della tessera.

Esiste dai tempi dell’Antica Grecia, attraversa l’Antica Roma, arriva fino ai nostri vicoli.

È il partito del popolo che lavora, osserva… e spesso non viene ascoltato.

Sul primo cartone una domanda semplice:

Era giusto chiudere le scuole?

Sul secondo, ancora più dura:

Se non voti più, perché?

Le persone si fermano.
Guardano.
Alcuni sorridono.
Altri abbassano gli occhi.

Poi compare, appeso con una molletta, un piccolo ramo con un fico secco.

Sotto, una frase:

**“Per i palazzi forse valiamo un fico secco.

Ma quando il popolo si conta, il vicolo può fare più rumore di cento tessere.”**

Non è una protesta.
Non è una lista.
Non è populismo.

È antropologia civile.

E forse, da questo piccolo banco di legno, qualcuno nei palazzi inizierà a capire che il problema non è chi prende più voti.

Il problema è chi non crede più a nessuno.

Ciro Scognamiglio
Lontani La Traversata – Dal Decumano Minore

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