DAL MIO LETTO, MA NON DAL MIO CONGEDO

Napoli, 5 maggio – Satira dal Decumano Minore

“Ei fu…”

Così scriveva Alessandro Manzoni davanti al tramonto di Napoleone Bonaparte.

E oggi, 5 maggio, da questo letto napoletano, con la febbre che dal 2 maggio sale e scende oltre i 38, mi tornano dentro quei versi:

Dall’Alpi alle Piramidi,
dal Manzanarre al Reno…

E proprio mentre il corpo combatte con virus, medicine, coperta e tachipirina, ecco che arrivano i miei ragazzi.

I più pericolosi.
Perché i giovani, quando pensano davvero, fanno più paura dei consigli di guerra.

Mi guardano.
Ridono.
Poi uno di loro spara la domanda:

“Professò… ma se al vostro capezzale arrivassero i quattro dell’Apocalisse…
Donald Trump,
Vladimir Putin,
Kim Jong-un,
e Xi Jinping…
e vi chiedessero:
‘Professore… vi state facendo la cartella?’

A Napoli significa una cosa precisa:
Professò… vi state preparando a lasciare questa terra?

Li guardo.
Respiro.
Sorrido.

E rispondo:

“Prima di tutto… se mai dovessi farmi la cartella… la scrivo io.
E la faccio sapere prima al popolo.
E solo dopo a voi.”

Silenzio. Poi #aggiungo:

“E una domanda ve la faccio io…
Ma voi… non vi ammalate mai?

Siete talmente messi male che perfino i #virus vi evitano?”

I ragazzi esplodono a #ridere.

Pare che l’americano parlasse pure per altri assenti illustri del teatro mondiale.
Ma mentre qualcuno gira il mondo in aereo di Stato, altri combattono con una compressa, una coperta e la dignità.

E allora, dal mio letto, ma non dal mio congedo, consegno questa nota:

Non sto morendo ancora.
Sto prendendo appunti.

E se il mondo non cambia oggi…
mi toccherà restare qui altri 974 anni.

Per vedere se i potenti impareranno finalmente una lezione semplice:

chi governa senza ascoltare il dolore… prima o poi dovrà fare i conti con la polvere.

FUORITEMPO

“I potenti passano come lampi.
Chi ha sofferto davvero… resta.”

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