LONTANI LA TRAVERSATA – Decumano Minore, 3 maggio 2026
CLAUDIO, È RESA?
Un anno dopo “Sempiterne”: noi, diversamente giovani, ancora a mani nude
di Ciro Scognamiglio
Il 3 maggio 2025 non presentavamo soltanto Sempiterne.
Stavamo aprendo una ferita vera, una di quelle che non cercano applausi ma coscienze. Accanto a Claudio Roberti, al Professore Alessandro Pepino, all’architetta Assunta Polcaro, e con tanti fratelli di strada, denunciavamo ciò che mezzo secolo di battaglie ci aveva già insegnato: in Italia si parla di inclusione con facilità, ma praticarla fino in fondo è ancora una conquista incompiuta.
Un anno dopo, 3 maggio 2026, torno da Claudio con una domanda che pesa come un macigno: Claudio, è resa?
No.
Ma sarebbe falso dire che il sistema abbia davvero cambiato pelle. Le barriere non sono diminuite, si sono fatte più sottili, più eleganti, più difficili da afferrare. Ti parlano di accessibilità e poi ti lasciano davanti a un autobus che non puoi prendere, a un ufficio pubblico che non puoi raggiungere, a una piattaforma digitale che non ascolta chi non vede, chi non sente, chi non può. Ti parlano di diritti, ma troppo spesso costruiscono procedure e dimenticano l’uomo. E oggi il problema non riguarda più soltanto la disabilità. Riguarda l’intera umanità.
Mentre noi, giornalisti di strada, tecnici del popolo, uomini del vicolo, continuiamo a batterci per una città più giusta, il mondo corre verso altro. Verso il riarmo, verso la propaganda, verso una normalizzazione del conflitto che inquieta.
Russia, United States, China, India, North Korea, Pakistan, Israel: potenze che osservano il pianeta come una scacchiera, mentre nel mezzo restano i popoli, i fragili, i bambini, i vecchi, i disabili, gli invisibili.
E allora, Claudio, no, non è resa. È la prova più dura. Capire se una generazione che ha attraversato lotte civili, promesse tradite e rivoluzioni tecnologiche abbia ancora il coraggio di scegliere. Noi, figli del pensiero di Giambattista Vico, sappiamo che la storia torna indietro quando l’uomo smette di interrogarsi. E noi, finché avremo voce, continueremo a farlo.
FUORITEMPO
Se ci lasciano fuori dalla porta, non smettiamo di bussare. Cambiamo la casa.
Ciro Scognamiglio – CS99

Lascia un commento