FUORITEMPO
Maestro Carlo Morelli,
hai disegnato una storia senza usare la matita, ma il tempo.
E il tempo, quando è guidato da una passione vera, non scorre:
si eleva.
Questi ragazzi non sono più solo voci.
Sono forma che prende coscienza,
sono respiro che diventa presenza.
E adesso tocca a loro volare —
perché qualcuno ha insegnato loro non solo a cantare,
ma a stare nel suono.
Plotino direbbe: l’anima, quando riconosce il Bello,
non resta dov’è — sale.
Si distacca dal peso, si ricorda di essere luce
e torna verso ciò che l’ha generata.
Qui è accaduto qualcosa di simile.
Non una lezione, ma un’ascesa.
Non un concerto, ma un ritorno.
E allora sì — Maestro —
se oggi devo volare,
è perché qualcuno ha mostrato la direzione:
verso l’alto, dove la voce non è più solo voce,
ma verità che si compie.


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