LONTANI LA TRAVERSATA
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Cimitero delle Fontanelle
IL CERCHIO ROTTO — TRA POPOLO, POLITICA E MEMORIA
C’è un luogo a Napoli dove la politica dovrebbe scendere senza scorta, senza comunicati, senza filtri. Un luogo che non è soltanto spazio fisico, ma coscienza collettiva. Il Cimitero delle Fontanelle, nel cuore del Rione Sanità, continua a parlare con la voce lunga della storia: quella dei morti senza nome, delle epidemie, della povertà, ma anche quella di un popolo che, nei secoli, ha saputo trasformare l’abbandono in relazione. Le cosiddette anime pezzentelle non sono folklore da cartolina, ma un atto antropologico profondo: adottare un teschio, dargli cura, stabilire un patto tra vivi e morti. Dove le istituzioni mancavano, il popolo ha costruito senso.
È da qui che nasce il conflitto di oggi. Non dalla superficie amministrativa — pur reale — degli affidamenti e delle gestioni successive alla manutenzione, ma da una domanda più radicale: chi ha titolo a rappresentare questo legame? Chi può entrare in un luogo così senza tradirlo? Il tema dell’assegnazione a soggetti esterni o associativi ha acceso polemiche e mobilitazioni, con gruppi che rivendicano presenza e radicamento, denunciando il rischio di una gestione calata dall’alto. Ma la frattura che emerge non è episodica. È il segno di qualcosa che si è spezzato.
La politica, nel suo complesso, non riesce più a contenere il popolo dentro un orizzonte condiviso. La sinistra, storicamente legata ai territori e alle loro ferite, appare oggi distante dai vicoli che un tempo attraversava. Parla di popolo, ma fatica ad abitarlo. La destra, pur esercitando responsabilità di governo, spesso si ferma alla dimensione amministrativa senza generare visione, senza produrre quel legame simbolico che trasforma una decisione in appartenenza. Due cerchi che non si incontrano più. E nel mezzo resta una comunità che non si riconosce pienamente in nessuno dei due.
In questo vuoto si inseriscono le voci che gridano, che rivendicano rappresentanza attraverso i video, le presenze, le parole forti. Ma mentre il linguaggio si alza di tono, il potere decisionale scorre altrove: nei bandi, negli atti tecnici, nelle stanze dove si definiscono equilibri e responsabilità. Non è una questione di singoli. È un problema strutturale. La rappresentanza si è rarefatta, mentre la gestione si è burocratizzata.
Il caso delle Fontanelle diventa allora una verifica. Non basta scegliere chi apre e chi chiude i cancelli. Occorre decidere che cosa quel luogo deve restare. Se diventa solo attrazione, si perde. Se resta chiuso per paura, muore. Se viene affidato senza radicamento, si svuota. Se viene lasciato senza organizzazione, si degrada. Serve una sintesi che oggi appare fragile: memoria e competenza, territorio e responsabilità.
Dentro questo quadro si colloca anche la figura del sindaco Gaetano Manfredi, espressione di una cultura istituzionale solida, più accademica che militante. Il rischio, per un profilo di questo tipo, non è l’errore clamoroso, ma il consumo lento dell’autorevolezza dentro polemiche che non producono visione. Senza una classe dirigente diffusa, capace di stare nei luoghi e non solo nelle funzioni, anche la migliore guida rischia l’isolamento.
E allora la domanda si fa inevitabile: chi saranno gli uomini di domani? Non quelli che occupano lo spazio mediatico per qualche ora. Non quelli che vincono una percentuale e poi si dissolvono. Non quelli che rivendicano il popolo senza viverlo. Gli uomini e le donne che verranno saranno riconoscibili da altro: dalla capacità di prendersi cura, di restare, di tenere insieme ciò che oggi appare diviso. Custodi più che proprietari. Presenze più che ruoli. Responsabili prima ancora che rappresentanti.
Le Fontanelle, nel loro silenzio, continuano a interrogare. Non chiedono appartenenze ideologiche. Chiedono serietà, rispetto, continuità. Chiedono che qualcuno torni a farsi carico del legame tra memoria e futuro. Perché quando la politica perde questo legame, perde anche il popolo. E quando perde il popolo, non resta che amministrare il vuoto.
Prof. Ciro Scognamiglio (cirosco99)
Direttore Lontani La Traversata
dal Decumano Minore, uomo del mondo
Shalom

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