COSTUMI – Pagina 2

Pasquale Caputo, dalla vita alla giuria: a Villa Mauriello il peso dell’autenticità

Varcaturo, Area Flegrea – 28 aprile.

A Villa Mauriello non è andata in scena soltanto una produzione internazionale.
Si è visto qualcosa di più raro: l’incontro tra competenza e vita vissuta.

Nel contesto di Mangi Mangi: Da Napoli, con amore, tra chef provenienti da diverse parti del mondo, la presenza di Pasquale Caputo ha segnato un passaggio netto. Non per il ruolo formale di giudice, ma per ciò che rappresenta.

Caputo è autore del libro Maltrattati dalla giustizia, un racconto diretto, personale, che nasce da un’esperienza reale e non da osservazione esterna. Questo elemento cambia lo sguardo.

In un contesto dove la cucina rischia spesso di diventare spettacolo, la sua presenza ha riportato il centro sull’essenziale: ogni piatto è una storia, ogni gesto è radicato in un vissuto.

Il giudizio, così, si sposta.

Non è più soltanto tecnica, estetica, presentazione.
Diventa capacità di riconoscere identità, memoria, verità.

E questo, oggi, è un valore raro.

Villa Mauriello si è trasformata per una sera in un punto di connessione tra culture diverse — Italia, Stati Uniti, Giappone — ma anche tra visioni differenti del mondo. In questo intreccio, la voce di Caputo si è distinta per autenticità e radicamento.

La sua presenza ricorda che la cultura non si costruisce solo nei contesti ufficiali, ma nasce dall’esperienza, dalla strada, dalla vita reale.

La chiamata a giudice assume così un significato che va oltre il merito personale: diventa un segnale.
Un segnale che indica quanto sia ancora necessario riportare al centro l’uomo, prima del ruolo.

Non è stata solo una partecipazione.
È stata una testimonianza.

E forse è proprio da qui che bisogna ripartire.

Ciro Scognamiglio
Direttore Lontani la Traversata

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