PASQUA 2026 – LETTERE DAL DECUMANO MINORE

C’è un’umanità che soffre, e non è una metafora ma carne viva, è nei vicoli, nei mari che inghiottono, nei silenzi delle case dove il pane manca e la dignità resiste come può, mentre pochi – sempre meno uomini e sempre più padroni – giocano con il destino di molti come fosse una partita senza volto e senza nome.

E allora viene da dire che siamo stanchi, che questa storia sembra non imparare mai, che l’uomo continua a cadere nello stesso errore antico: credersi Dio senza avere il cuore per esserlo.

Ma oggi no.

Oggi è Pasqua.

E la Pasqua non è una ricorrenza, è uno strappo nella storia, è il momento in cui il dolore non vince, anche quando sembra totale, anche quando sembra definitivo. Il Cristo Risorto non cancella la sofferenza del mondo, la attraversa, la prende su di sé e la restituisce come possibilità di luce.

E allora il punto non è negare il male – sarebbe da ingenui – ma decidere da che parte stare dentro questo tempo fragile.

Noi scegliamo la luce.

Non quella comoda, non quella delle parole facili, ma quella che si costruisce ogni giorno: nel servizio, nell’ascolto, nella fatica di restare umani quando tutto spinge a diventare altro.

Perché l’umanità non si estingue per colpa dei potenti, ma quando i giusti smettono di credere che valga la pena restare tali.

E invece vale. Ancora. Sempre.

Buona Pasqua a chi resiste, a chi cade e si rialza, a chi non ha voce ma continua a vivere, a chi sceglie la strada difficile della verità.

La luce esiste. E oggi ci viene ricordato.

Sta a noi non spegnerla.

Ciro Scognamiglio – Giornalista di strada
DPFOTO CIROSCO99 @2026
A voi, gente del 3000

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