di Ciro Scognamiglio 26 marzo 2026

COSTUMI – PAGINA 2

Editoriale del Direttore

QUALE MONDO

Non è solo una questione italiana. È una questione di misura. L’Italia continua a muoversi come una provincia dell’Impero — non importa quale Impero — dove il potere non si esercita, si eredita. Non si conquista, si conserva. Il caso di Daniela Santanchè non è uno scandalo. È un sintomo. Quando una figura pubblica arriva a dire “siete invidiosi di quello che rappresento”, non sta difendendo sé stessa. Sta dichiarando un’appartenenza: non a un partito, ma a una casta. E le caste non cadono per giustizia. Cadono solo quando perdono potere.

MALA GIUSTIZIA ED ESISTENZA In Italia il problema non è la legge. È l’esecuzione. Sentenze che non arrivano. Diritti che restano sospesi. Responsabilità che evaporano. La mala giustizia non è errore. È sistema. E dentro questo sistema si muovono uomini e donne che sono biologicamente identici a tutti — stessi esami, stesso sangue, stessa fragilità — ma si percepiscono altro. Una pelle diversa. Una luce diversa. Una immunità immaginata. Non cittadini. Faraoni.

IL MONDO FUORI E mentre noi discutiamo di cortili, il mondo si muove. Armi, acciaio e malattie ha già spiegato tutto: non sono i popoli migliori a vincere la storia, ma quelli con le condizioni giuste. Gli Stati Uniti — oggi incarnati da Donald Trump — non nascono da superiorità morale. Nascono da un processo storico violento: colonizzazione, sterminio dei nativi, espansione. Non è giudizio. È dato. E oggi quell’America si trova davanti allo stesso problema di sempre: sa iniziare le guerre, ma non sa come finirle.

GUERRA SENZA USCITA Dal Medio Oriente all’Ucraina, la domanda è una sola: qual è la strategia? Vladimir Putin ha attaccato l’Ucraina nel 2022, la guerra dura ancora oltre ogni previsione, nessuna vittoria chiara, nessuna uscita semplice. Colpire non è vincere. Bombardare non è governare. E anche quando si parla di Iran, nucleare, mediazioni, la verità resta una: la guerra è una cosa terribile, ma soprattutto è una cosa seria. E chi la inizia senza sapere come finirla, ha già perso metà della partita.

EUROPA: DEBOLE MA LUCIDA Qui sta la sorpresa. L’Europa — spesso accusata di immobilismo — ha fatto una cosa rara: non ha seguito. Ha resistito sui dazi. Ha evitato escalation inutili. Sta tentando una difesa comune. Non è forte. Ma non è più cieca.

ITALIA: FERMA E invece noi? Crescita zero da una generazione. Discussioni interne. Scandali personali trasformati in teatro. Mentre il mondo ridefinisce gli equilibri, noi discutiamo chi deve dimettersi non per etica, ma per convenienza. Questa è la vera provincializzazione.

Il punto non è scegliere tra Italia e mondo. Il punto è capire che sono la stessa cosa. Se restiamo provincia, non perché siamo piccoli — ma perché abbiamo smesso di pensare in grande.

FUORITEMPO Chi si crede faraone in provincia, non ha mai visto un vero deserto.
Ciro Scognamiglio – Direttore

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