LA MAGGIORANZA NON CONTROLLA PIÙ SE STESSA
Non è una crisi istituzionale. #25marzo2026PLRNAPIANURA
E qui va fatta chiarezza, semplice ma netta.
Nel nostro ordinamento la Costituzione (art. 94) disciplina la fiducia al Governo nel suo insieme: è il Parlamento che la concede e che può revocarla.
La sfiducia al singolo ministro, invece, non è scritta in modo esplicito nella Carta, ma è diventata nel tempo una prassi parlamentare legittima: uno strumento politico riconosciuto, utilizzato più volte nella storia repubblicana.
Tradotto senza giri di parole:
una mozione di sfiducia a un ministro non è un abuso, non è uno strappo, non è incostituzionale.
È un atto politico dentro le regole.
E allora il punto non è il diritto.
Il punto è la politica.
È qualcosa di più semplice — e per questo più grave: una crisi politica che si consuma sotto gli occhi di tutti.
Il caso Daniela Santanchè non è più una questione personale, né un passaggio tecnico. È diventato il punto in cui una maggioranza mostra di non riuscire più a governare se stessa.
Quando Giorgia Meloni chiede — anche senza formalizzarlo con brutalità — un passo indietro, e quel passo indietro non arriva, si apre una frattura. Non giuridica. Politica.
E quando Ignazio La Russa spinge perché la vicenda si chiuda, significa che il problema non è più rinviabile. È già esploso.
A questo punto entra in scena l’opposizione, con la mozione di sfiducia del PD.
Strumento legittimo, parlamentare, persino fisiologico. Ma qui accade qualcosa di diverso.
Perché se anche solo una parte della maggioranza decide di non difendere più il proprio ministro, o peggio lascia passare quella mozione, si compie un passaggio politico netto:
la maggioranza utilizza l’opposizione per risolvere un proprio problema interno.
E questo, più di ogni voto, è il segnale.
Non siamo davanti a un’azione incostituzionale.
Siamo davanti a una perdita di controllo.
La politica, quella vera, non si regge sulle resistenze individuali. Si regge sulla responsabilità collettiva.
Restare fermi, fare muro, comportarsi come se nulla fosse — è come stare su un’isola mentre intorno si muovono gli squali, e continuare a dire: “Io in acqua non ci metto piede”.
Ma il punto non è l’acqua.
Il punto è che l’isola non esiste più.
Se i tuoi stessi alleati arrivano a non difenderti, o a permettere che altri ti sfiducino, significa che la fiducia politica è già finita. Formalmente puoi restare. Politicamente sei già caduto.
E allora la domanda resta sospesa, ma necessaria:
di cosa stiamo parlando?
Non di Costituzione.
Non di regole violate.
Ma di una maggioranza che, nel momento decisivo, scopre di non avere più la forza di decidere da sola.
Fuoritempo
Quando una maggioranza ha bisogno dell’opposizione per governarsi, non governa più: sopravvive.
CIROSCO99 – Il Professore
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