Nelle stesse ore, nelle stesse giornate, partono viaggi silenziosi.La vita e la morte appartengono a tutti noi, senza distinzione.

BUON VIAGGIO ENRICA.
E BUON VIAGGIO GENNARO.

Se ne va un volto antico della televisione italiana.
Enrica Bonaccorti, autrice, paroliera e conduttrice che ha attraversato decenni di schermo pubblico, si è spenta a 76 anni.

Negli ultimi mesi aveva raccontato con lucidità la sua battaglia contro un tumore al pancreas. Senza nascondere la fragilità, senza costruire retorica. Con quella voce diretta che per anni è entrata nelle case degli italiani, quando la televisione era ancora un tubo catodico e sembrava quasi una finestra sul mondo.

Molti oggi scriveranno “ciao Enrica”.
È giusto. È un pezzo della storia televisiva del nostro Paese che se ne va.

Ma mentre scrivo queste righe mi faccio una domanda, che è anche un piccolo disagio morale:
perché stiamo scrivendo per Enrica — e spesso non scriviamo per tanti altri?

Nelle stesse ore, nelle stesse giornate, partono viaggi silenziosi.
Amici, vicini, persone che non hanno mai avuto un microfono o una telecamera davanti.

Uno di questi viaggi oggi ha il nome di Gennaro Esposito.
Un uomo che molti non conosceranno, perché non aveva un mestiere pubblico, non appariva in televisione, non faceva notizia.

Ma la vita che ha vissuto — con le sue fatiche, le sue notti( panettiere), i suoi sorrisi — non è stata meno vera di quella raccontata sugli schermi.

Allora forse il senso di questo saluto è proprio questo:
ricordare che la morte non fa graduatorie di notorietà.

Per questo diciamo:

Buon viaggio Enrica.
Buon viaggio Gennaro.

La vita e la morte appartengono a tutti noi, senza distinzione.

E mentre salutiamo chi abbiamo conosciuto attraverso uno schermo, non dimentichiamo mai chi abbiamo conosciuto attraverso la vita.

Vi accolgano i santi nella grande Gerusalemme.

Ciro Scognamiglio
Lontani La Traversata

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