LONTANI LA TRAVERSATA
di Ciro Scognamiglio
Giornalista di Strada
SIETE TUTTI #INCLUSI!
Portiamolo in piazza. Senza palchi privilegiati, senza linguaggi addomesticati, senza inclusioni selettive. In piazza, dove le parole devono reggere il peso della vita.
“Siete tutti #inclusi!” non è uno slogan gentile. È una presa di posizione.
Per troppo tempo abbiamo parlato di #inclusione come se fosse un gesto caritatevole, una concessione generosa di chi si sente al centro verso chi vive ai margini. Ma il centro non esiste. Esiste la responsabilità.
Io ho sempre #incluso il #normodotato. Sì, proprio lui.
Quello che pensa di non dover imparare nulla.
Quello che confonde il censo con il merito.
Quello che crede che vedere sia automatico.
L’ho incluso nel #viaggio. Con lo stesso biglietto degli altri. Quando la tasca lo permetteva, i biglietti erano veri. Quando la tasca non lo permetteva, il viaggio diventava più vero ancora, perché #partivamo lo #stesso: #condivisione, #dignità, #rischio.
Ho saputo amare anche i “#portoghesi”. Quelli che salgono senza pagare. Perché l’educazione non è un tornello. È un #seme. E il seme si affida alla terra, non al portafoglio.
#Inclusione non è protezione paternalistica.
Non è etichetta da convegno.
Non è fotografia da postare.
Inclusione è dire al #normodotato: anche tu puoi essere analfabeta del cuore. Anche tu puoi non vedere per abitudine. Anche tu puoi essere fragile dentro un’apparente forza.
#Viviamo in un tempo che moltiplica parole e riduce coscienza. Parliamo di diritti ma dimentichiamo il dovere dello sguardo. Abbattiamo barriere architettoniche e costruiamo muri interiori. Difendiamo categorie e perdiamo persone.
“Siete tutti #inclusi!” significa questo: nessuno è esonerato dal compito di diventare umano.
La vita è #lotta, sì. Ma non è una guerra contro l’altro. È fatica condivisa. È viaggio comune. È imparare a stare nello stesso vagone senza pretendere un posto riservato per superiorità presunta.
Nella piazza del 3000 — quella che lasciamo ai ragazzi che verranno — non conterà chi aveva più titoli o più voce. Conterà chi ha #saputo includere anche chi si credeva già completo.
Perché il vero #escluso, spesso, è proprio chi #non#sa di #esserlo.
E allora diciamolo senza tremare: siete tutti inclusi. Anche chi pensa di non aver bisogno di esserlo.
#Dio non esclude.
Siamo noi a costruire i cancelli.
L’eternità non conosce categorie.
Conosce coscienze.
Quando includi, sei nel tempo dell’uomo.
Quando escludi, sei già fuori tempo.
UNA MADRE, UN BAMBINO, IL TEMPO ED IO – “Non sai bene se la vita è viaggio,
se è sogno, se è attesa,
se è un piano che si svolge giorno
dopo giorno e non te ne accorgi
se non guardando all’indietro.
Non sai se ha senso.
In certi momenti il senso non conta.
Contano i legami.”
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