L’ELICOTTERO, MOGOL E GLI IPOCRITI DEL SETTIMO CERCHIO

di Ciro Scognamiglio
Direttore Lontani La Traversata #27febbraio2026

Io dissento. E non con il tono pacato di chi chiede permesso. Dissento con il fiato che serve quando l’ipocrisia diventa sport nazionale. Perché la polemica sull’elicottero dei Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco utilizzato per accompagnare Mogol non è una questione morale: è una questione di proporzione.

Mogol, nato Giulio Rapetti, non è un nome qualsiasi infilato in un comunicato. È un autore che ha scritto 1776 canzoni, che ha attraversato oltre mezzo miliardo di dischi, che ha dato parole alla vita privata di milioni di italiani. È memoria culturale. È patrimonio. È storia vivente.

E allora, mentre si solleva il dito accusatore, io mi chiedo dove fosse quel dito quando gli stessi mezzi pubblici venivano impiegati per sopralluoghi politici in mezzo alle macerie, per passerelle istituzionali davanti alle sciagure di cui spesso siamo corresponsabili. Dove sta l’indignazione strutturale? Perché scatta solo a comando?

Qui non si discute il valore del Corpo, che resta sacro nella sua missione di soccorso. Si discute la coerenza di un Paese che tollera sprechi sistemici e si infiamma per un volo che ha il sapore del riconoscimento culturale. Se lo Stato onora un artista che ha contribuito all’identità collettiva, non si umilia. Si riconosce.

E allora permettetemi la nota dantesca, perché serve: questi indignati selettivi mi ricordano gli spiriti che abitano il settimo cerchio, quello della violenza, dove l’energia è cieca e non distingue, colpisce senza gerarchia, senza misura. Lì stanno gli eccessi, non la ragione. Lì sta il fuoco che brucia tutto pur di sentirsi moralmente superiore.

L’antropologo osserva e dice il vero dei popoli: le società fragili si attaccano al dettaglio per non guardare le crepe profonde. Abbiamo territori dissestati, scuole che arrancano, ospedali in apnea, giovani che emigrano. E il centro del dibattito diventa un trasferimento ufficiale per un autore che ha scritto la colonna sonora del Paese?

Io non sto con l’indignazione a gettone. Sto con la memoria. Sto con la cultura. Sto con la proporzione.

Il vero scandalo non è un elicottero in volo.
Il vero scandalo è un Paese che perde il senso delle priorità e poi si traveste da tribunale morale.

E questo sì, merita di essere scritto senza fiato.

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