NISCEMI O MAI-SCEMI VERI?
Giurassico, non PNRR Napoli decumano del vicolo:29gennaio2026
(Articolo in uscita domani. Ripreso giovedì. Venerdì, all’inizio della giornata, torna come tema pubblico.)
Finito l’incipit satirico — che satirico non è mai del tutto — resta una domanda seria e urgente: chi progetta oggi nei piccoli comuni italiani?
Perché troppo spesso a progettare non è la competenza, ma la clientela. Prima arriva il cane, poi la cucciolata, poi i bipedi. E senza offendere il cane, talvolta l’animale mostra più duttilità e intelligenza di chi firma negli uffici tecnici.
Noi giornalisti abbiamo una colpa che ritorna ciclicamente: la memoria corta a senso unico. Guardiamo con ammirazione i paesi europei “sopra il Garigliano” e dimentichiamo quelli “di sotto”, che furono Regno delle Due Sicilie, poi baronie, poi brigantaggio, poi contrabbando per fame. Non per folklore, ma per sopravvivenza. Qui la geologia non è un’opinione: è storia stratificata. È Giurassico che riaffiora sotto l’asfalto nuovo.
E qui serve una nota tecnica, perché non siamo solo burloni di corte o cantastorie. I dati ISPRA parlano chiaro: il 94% dei comuni italiani è a rischio idrogeologico. Novantaquattro per cento. Non è propaganda, non è ideologia, non è una colpa dell’ultimo governo arrivato tardi a una tavola già apparecchiata male.
Attribuire oggi tutto a Giorgia Meloni è comodo quanto sterile. Il fotografo manda il quadro, ma chi governa non può conoscere ogni mappazzone ereditato da decenni di sciatteria urbanistica, progettazioni improvvisate, firme messe senza leggere le carte. E infatti qui non si parla di PNRR. Si parla di Giurassico. Di territori fragili dove nessuno ha mai voluto ascoltare il suolo, solo sfruttarlo.
Lasciamo stare l’Europa che ci ripete che siamo una chiavica, un giorno sì e pure l’altro. Io giro, e se Sparta piange, Atene non ride. Il dissesto non ha bandiera, non ha colore politico, non ha alibi. Ha solo responsabilità diffuse e mai pagate.
Queste notizie servono anche a far scrivere i giornali, certo. Ma servono soprattutto a non farci giocare a carte al circolo o alle bocce mentre il paese scivola. Perché quando il corpo cede, spesso non è il corpo il problema: è la testa che non funziona. Non il preside, ma il sistema.
E allora il titolo resta lì, come una targhetta da museo, dorata e scomoda:
Niscemi o Mai-Scemi veri?
Non è una battuta. È una diagnosi.
Firmato
Ciro Scognamiglio
giornalista di strada

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