NOI RAGAZZI DEL DECUMANO
il suo vicolo napoletano SALUTIAMO E PREGHIAMO
LONTANI LA TRAVERSATA
di Ciro Scognamiglio
Napoli oggi abbassa il capo.
La scomparsa di Tino, uomo integerrimo, notaio, servitore delle comunità e della Costituzione, lascia un vuoto che pesa come una porta chiusa nella storia civile di questa città.
Noi, ragazzi del Decumano, quelli che vengono dalla sua stessa strada, dalla sua stessa Napoli vera, lo salutiamo con il rispetto che si deve agli uomini giusti.
Perché Tino non è stato solo un Notaio:
è stato un Maestro di rigore, un esempio sobrio e mai arrogante, uno che ricordava a tutti – con fermezza ma senza superbia – che nemmeno a un Notaio è concesso ciò che non è concesso dallo Stato di diritto.
Nella vita pubblica non ha servito padroni.
Ha servito la città.
Ed è per questo che, quando fu chiamato alla politica, mostrò il volto migliore di Napoli: quello che lotta, pensa, studia e non si vende.
I suoi interventi lucidi e la sua presenza discreta ma autorevole furono riconosciuti da molti, anche da Antonio Bassolino, che ne apprezzò la serietà e il valore umano.
Di lui non è mai stata scritta una riga maldicente.
Le penne libere hanno sempre riconosciuto in Tino un Uomo di Stato.
Oggi, noi ragazzi della strada, quelli che tengono ancora in mano una penna povera ma libera,
ci togliamo il cappello al suo passaggio.
Alla famiglia diciamo:
non piangete soltanto, siate fieri.
Raccontate ai vostri figli chi è stato il loro nonno, perché Napoli continua grazie agli uomini che hanno servito senza chiedere nulla.
E noi, dal Decumano al suo Vicolo,
offriamo la nostra preghiera semplice,
quella degli ultimi,
perché il suo viaggio si apra verso la Grande Gerusalemme,
la Casa del Padre.
Ciro Scognamiglio
per Lontani La Traversata
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