**27 GENNAIO 1945 – 27 GENNAIO 2026
(81 anni esatti – e il 2027 verrà)**
di Ciro Scognamiglio
Sto battendo la voce, perché ancora mi interessa raccontare la storia e la libertà che gli uomini detraggono dal dolore.
Non vi racconto il campo: quella sofferenza è un qualcosa chiamata olocausto, e quel popolo — o qualsiasi popolo — non può dimenticare che fu uno sterminio di una razza umana.
Oggi qualcuno tenta di parlare di olocausto a Gaza. Non è la stessa cosa.
Gaza è Palestina. Israele è Israele.
Il Palestinese e l’Ebreo israeliano non credono all’odio: l’odio lo fanno circolare i demiurghi della paura, quelli che vogliono convincerci che dobbiamo difenderci, o vendicarci.
Questa è una guerra come tutte le guerre.
La guerra di Gaza.
Quella dell’Ucraina.
E tutte le oligarchie del potere che gridano guerra per avere utili.
L’odio vero, quello di sterminio, fu quello che nessuno volle controllare.
E oggi assistiamo ai nuovi Pilati che si lavano le mani e gridano ancora “olocausto”, senza responsabilità, senza profondità.
Ma se non parliamo ai giovani, la storia continuerà a essere scritta dalla penna degli stessi.
Io ci sto per raccontarvi la mia penna: da chi e da cosa è stata guidata.
Il libro sta in edicola al prezzo di quello che potete dare.
Il resto — fino al contratto con l’editore — lo rifondo io.
Voglio solo che lo leggiate, che sia distribuito in edicola, in libreria, tra gli amici dei mestieri e delle professioni.
Chi lavora con il professore non lo fa mai gratis: solo lui può donare, per avere la forza di continuare a vivere, rimuovere il danno e consegnare ai suoi diretti — Antonio, Ciro, Elia Ciro, Flavio Maria — una strada almeno lavata da una verità d’amore.
Il 27 gennaio 1945 e il 27 gennaio 2026 sono distanti 81 anni.
Il 2027 verrà.
La domanda è: cosa vogliamo dire — o fare — fino al 26 gennaio 2027?
Firmato
Ciro Scognamiglio
che, sempre più, crede nella firma più sincera: Nessuno.

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