INCIPIT REDAZIONE LONTANI LA TRAVERSATA

A volte essere un biofisico senza cattedre e senza pretese significa proprio questo: ascoltare chi sa più di te e aprirgli lo spazio che merita.

Io non seguo gli studi del Professore Antonio Marfella, perché non potrei mai assurgere alla sua preparazione. Ma quando uno scienziato di questo livello decide di affidare il suo lavoro a un piccolo blog di vicolo, allora il dovere è uno solo: farsi da parte e mettere la sua voce al centro.

Il Professore Marfella non è solo un medico: è un uomo che porta nella propria storia familiare una ferita che si è trasformata in servizio. Il nonno paterno fu ucciso dai tedeschi a Marianella; il padre raccolse in carriola i resti del padre per riportarli a casa.
Da quella tragedia è nata una famiglia che ha scelto la strada della fede, della speranza, della carità – e soprattutto del servizio.
Un filo morale che attraversa il suo impegno scientifico e civile:

vivere per servire e non servire per vivere.

Per questo la sua parola è necessaria.
Perché riguarda l’aria che respiriamo, i figli che crescono, le città che soffocano.
Io non lo commento: lo pubblico.
Perché certe verità non hanno bisogno di cornici, ma di ascolto.

ARTICOLO INTEGRALE

Corriere del Mezzogiorno – 21 gennaio 2026
di Fabrizio Geremicca e Luca Marconi

Lo smog soffoca Napoli e il Casertano: picco di sforamenti, è allarme salute. I dati della campagna Isde
Polveri sottili da Capodichino a via Argine. Rischi ad Acerra, San Vitaliano, Teverola e Marcianise. I medici per l’ambiente: rimandare ancora politiche efficaci significa accettare un carico evitabile di malattie e di morti premature.

A Napoli nel 2025 la centralina dell’Arpac per il monitoraggio della qualità dell’aria in prossimità dell’ospedale Nuovo Pellegrini ha registrato per 64 giorni il superamento del limite di 50 microgrammi per metro cubo. Quella in via Argine ha dato conto di 48 sforamenti nel 2025.
Secondo le norme italiane, non ne sono ammessi più di 35 in un anno.
Da anni si supera anche la soglia dei 40 microgrammi di biossido di azoto, ben oltre le indicazioni dell’Oms.

In provincia è andata persino peggio:
Acerra: 94 sforamenti nella zona industriale, 71 alla scuola Caporale, 54 alla scuola Cirillo
Casoria: 72 giorni di superamento
San Vitaliano: 84
Teverola: 74
Marcianise: 42.

Il progetto nazionale “Cambiamo Aria” – ISDE Italia

L’iniziativa analizza 57 stazioni di monitoraggio in 27 città. Esito: l’esposizione cronica a inquinanti nocivi è ancora lontanissima dai nuovi limiti europei e dalle linee Oms.
Si parla di aumento di patologie respiratorie, cardiovascolari, metaboliche e neurologiche.
Secondo l’Oms, 7 milioni di morti premature l’anno nel mondo.
In Italia: decine di migliaia di decessi evitabili.

Traffico, riscaldamento, trasporto marittimo: le prime fonti.
Ridurre drasticamente le emissioni significherebbe benefici immediati per la salute e il clima.

Il commento del Prof. Roberto Romizi (ISDE Italia)

«L’inquinamento atmosferico è un’emergenza sanitaria strutturale. Rimandare le politiche significa accettare malattie e morti premature.»

Il commento di Paolo Bortolotti, coordinatore progetto “Cambiamo Aria”

«I nuovi standard europei non sono lontani: sono il minimo indispensabile.»

COMMENTO DEL PROF. ANTONIO MARFELLA (ISDE Napoli)

«Ogni mattina che vengo al lavoro al Pascale vedo file sempre più lunghe e sempre più ammalati gravi che lottano per sopravvivere.
I nostri dati, elaborati con intelligenza artificiale sulle ARPA regionali, mostrano per Napoli e Palermo un picco eccezionale non tanto di PM10 o PM2.5, ma di biossidi di azoto, chiaramente legati allo sviluppo del Porto senza adeguata sostenibilità ambientale.

L’elettrificazione delle banchine, prevista da oltre vent’anni, non è mai stata realizzata.
E ora i costi li paghiamo in salute:
abbiamo stimato non meno di 4 morti evitabili al giorno a Napoli.

Elettrificare le banchine del Porto costerebbe 30 milioni di euro: esattamente la metà dei farmaci ad alto costo che il Pascale spende in un anno per curare patologie tumorali causate anche dal biossido di azoto, che incide su ictus, infarti, asma, Parkinson, Alzheimer, autismo.

Il dovere dei medici non è solo curare:
è impedire che le persone si ammalino, imponendo la Prevenzione Primaria.

Serve un Porto sostenibile e un turismo sostenibile.
Senza questo, Napoli continuerà ad avere i peggiori dati sanitari d’Italia.»

FIRMA

Prof. Antonio Marfella
Medico Oncologo – Epidemiologo
Dirigente Medico, Istituto Nazionale Tumori “Pascale”, Napoli
Presidente ISDE Napoli – Medici per l’Ambiente
Membro ISDE Italia e ISDE International

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