–: “NOI”:-

Leggete quel “NOI” scritto sul muro, lato strada, all’ingresso del campo.
Un “noi” storico, nato dalla mano dei muralisti del Villaggio, i Raider del Cuore.
In quel viale c’è la vita: io l’ho vista, l’ho accolta, l’ho custodita.

Quel “noi” è la prima persona plurale che mi appartiene da sempre:
prima da uomo di strada, poi da preside, e oggi — ancora una volta — da uomo di strada.

Io giro, Ciruzzo del Decumano Minore, e quel “noi” lo porto addosso.
Perché senza “noi”, qui, non si costruisce nulla.

EDUARDO DE FILIPPO — noi siamo il teatro delle maschere, NON le maschere pirandelliane

Io plaudo a questo plesso della De Filippo, alle sue mura che hanno visto passare generazioni di ragazzi, e a quel campo sportivo che oggi ritorna a splendere.
Alle sue spalle c’era l’ex Bordiga, un edificio che rimettemmo in piedi anche grazie agli LSU coordinati dall’Ufficio Scolastico Regionale.
Il campo — lo ricordo a tutti — arrivò come dono dell’Ospedale Santobono e del professor Marco Salvatore, grazie a un progetto visionario che portammo avanti insieme al grande Ottavio Ragona, direttore de La Repubblica Napoli.
Era il 2019: il tempo delle mele, come lo chiamo io. Acqua passata, sì, ma acqua che ha portato frutto.

Oggi quel manufatto, allora stanco e segnato dagli anni, è stato ristrutturato con fondi PNRR, in un progetto che ne prevedeva l’uso da parte del Terzo Settore.

Poi, nella periferia est di Napoli, nel cuore del Conocal, è accaduto il miracolo quotidiano della scuola pubblica:
la dirigente scolastica pro tempore, dott.ssa Concetta Stramaccia, ha lottato in silenzio, senza telecamere né autocelebrazioni, insieme ai “genitori coraggio”.
Hanno tenuto la barra dritta, hanno resistito, e alla fine hanno vinto.

Il plesso sarà utilizzato dagli alunni fino a giugno.
Una vittoria che non ha bisogno di interpretazioni:

la scuola è dei ragazzi.

Io, da ex preside, oggi uomo del Decumano Minore, lo dico senza mezzi termini:
il protocollo va cambiato, allungato, protetto.
La scuola non si difende per tre mesi: si difende per sempre.

La mia amica Titti — che ha perfino “battezzato” il campetto dopo l’ultima manutenzione — lo dice con un sorriso che pesa più di mille documenti:

“Correte a fare le iscrizioni: la scuola è del territorio!”

Quel campo è un omaggio ai monelli veri, ai ragazzi del quartiere, alla loro voglia di crescere e di non arrendersi.
È un omaggio anche al mio maestro di libertà popolare: Diego Armando Maradona, il capo dei monelli del mondo.

A giugno, quel campo andrà presidiato, custodito, protetto.
A settembre si riparte.
Il Terzo Settore troverà la sua collocazione — e ne parlerò con onestà nei prossimi giorni.

Ma oggi, 20 gennaio, nel secondo giorno di questa nuova fase della scuola, una cosa è chiara:
la De Filippo non deve reinventarsi la vita.
La vita ce l’ha già.
La storia pure.
Il futuro lo sta chiamando.

Firmato
Ciro Scognamiglio
Professore, già Preside
Ciruzzo del Decumano Minore

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