POVERTÀ E RISORSE

Napoli 8 gennaio 2026

Foto: Senza Confini – 01/09/2007, ore 15:47 – Tallinn, porto del Baltico.
Scatto con Canon PowerShot G7 – macchina da reporter, come annotò l’amico Luca.

Questa #immagine proviene dall’archivio di Fotografia Vagabonda.
La scattai nel 2007, in quei giorni in cui correvo tra Bielorussia e Baltico per raccogliere storie da riportare ai giovani del Decumano, a chi viveva nei vicoli e nelle strade laterali della città.

La #donna seduta con una tazza vuota tra le mani è una frontiera vivente: non tra Stati, ma tra esistenze.
Tra chi cade e chi non viene visto mentre cade.

Il compito dell’#antropologo

L’antropologo non è giudice né cronista neutrale.
Il suo compito è di ascoltare, collegare e ricomporre.
Mostrare ciò che la società preferisce dimenticare,
perché spesso la verità del centro abita le pieghe del margine.

Oggi, mentre fuffe e falsità vengono raccontate ai giovani,
mentre si muore in discoteche svizzere gestite da uomini che non chiamerei nemmeno impresari,
questa foto torna a chiedere attenzione.

DOPO LA GROENLANDIA: L’ENERGIA, IL VERO TERRITORIO

Ieri ci siamo fermati alla geopolitica.
Oggi facciamo un passo oltre.

Nessun territorio è davvero desiderato per ciò che appare,
ma per ciò che nasconde sotto.

Il ghiaccio non è mai solo ghiaccio.
È copertura.

La Groenlandia interessa per ciò che conserva:
terre rare, gas, petrolio, rotte, energia.

Il futuro non si conquista con le bandiere,
ma con le prese elettriche.

I DIECI CHE CONTANO (E NON LI CHIAMIAMO FILOSOFI)

Non li chiamiamo pensatori.
Non li chiamiamo visionari.
Li chiamiamo per quello che sono: oligarchi.

Dieci figure – più o meno sempre le stesse –
ordinate non dalle idee, ma dal capitale.
Ai ragazzi non interessa come si conia una moneta.
Interessa perché non arriva mai nelle loro mani.

QUANDO LE SCOPE NON DECOLLANO

Una volta dissi che le scope della Befana non riuscivano a partire
perché erano elettriche e non trovavano le colonnine di ricarica.
Si rise.
Ma le buone battute contengono verità semplici.

Il mondo nuovo si fermerà dove l’energia non arriva.
E correrà dove pochi controllano l’energia.

PRODURRE IDEE, VENDERE OBBEDIENZA

Le idee le produciamo in molti.
Ma venderle agli schiavi – sì, uso il termine –
solo pochi sanno farlo bene.

Io ho provato per una vita a smascherare la schiavitù,
non a venderla.

La nuova energia è questa:
convincere gli uomini a consumare ciò che li consuma.

TERRITORI SENZA POPOLO

Si parla di Groenlandia, Ucraina, Africa, Medio Oriente.
Ma il vero territorio conteso è l’autonomia delle persone.

Un territorio senza energia è un territorio senza popolo.
Un popolo senza energia diventa dipendente.
E la dipendenza è la forma di dominio più pulita del XXI secolo.

2050: CHI RESTA AL BUIO

Nel 2050 non domanderemo solo chi governa.
Domanderemo chi ha luce, chi ha calore, chi può muoversi.
E chi no.

Nel vicolo non abbiamo capitali.
Ma possiamo avere pensiero.
E finché qualcuno farà domande,
finché qualcuno guarderà un’isola e la chiamerà per nome,
non tutto è perduto.

GLI UOMINI FORTI E IL NOVECENTO

Da Hitler a Mussolini,
da Stalin a Churchill,
da de Gaulle alla Thatcher.

L’“uomo forte” ha segnato il Novecento.
Ma fu la loro personalità a guidare la storia,
o furono i tempi a renderli possibili e necessari?

Oggi dobbiamo chiederci:
sono i tempi a forgiare gli uomini,
o gli uomini a determinare i tempi?

Nel vicolo questa domanda non si può evitare.

Conquistare è sempre stato normale.
Cambiano i mezzi, non la sostanza.

Oggi non rispondiamo.
Oggi capiamo.

Domani – se ci sarà –
decideremo se allinearci, disallinearci
o restare umani.

#Fuoritempo, 8 gennaio 2026
Il 31 p.v. torna San Ciro.
La sua prassi ricorda una cosa semplice:
nessuno possiede la verità, ognuno risponde della propria.

Come insegnava G. Vico, i tempi ritornano,
ma la scelta resta degli uomini.

Io ho la mia.
Il popolo scelga la sua.

Firmato
cirosco99NESSUNO

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