Una pace che si può realizzare senza armi. Questo Natale che non abbiamo sentito
ADRANO _ NAPOLI nel cuore di uomini di Shalom .
SEBY ACCORDINO ORDINARIO di MUSICA e STUDIOSO di MUSICHE POPOLARI – Grazie Seby vi aspetto ancora a Napoli – porta anche papà con la tua triade – nostro quartetto.
Questo #Natale è passato quasi in silenzio.
O forse sono stato io a non sentirlo davvero.
Non ho sentito i suoni della zampogna, né il respiro lungo delle feste antiche. Non ho avvertito quel passo lento e misurato di chi, un tempo, annunciava una nascita soffiando vita dentro il legno. Un suono che non era musica soltanto, ma racconto, attesa, comunità.
Eppure, anche in questo Natale smorzato, c’è una presenza che resiste. È quella del Maestro Accordino. Non come richiamo nostalgico a ciò che è stato, ma come presenza viva, quotidiana, necessaria.
Studioso delle tradizioni popolari, è maestro prima ancora che musicista. Un educatore nel senso più alto del termine. Insegna alla Scuola Primaria Statale Giuseppe Mazzini, ad Adrano, dove l’insegnamento non si esaurisce nei programmi ministeriali, ma diventa trasmissione di senso, cura del tempo, responsabilità verso ciò che ci precede.
Il Maestro Accordino non fa folklore. Custodisce memoria.
Non ripete suoni: li interroga, li educa, li consegna alle mani e all’ascolto dei ragazzi. La zampogna, che io non ho sentito per le strade questo Natale, vive comunque nelle sue mani, nel suo studio, nel suo modo di stare accanto agli alunni. Come si sta accanto a un fuoco antico: senza spegnerlo, senza consumarlo, senza ridurlo a spettacolo.
In un tempo in cui il Natale scivola spesso tra luci senza voce e parole senza ascolto, questo lavoro silenzioso diventa un atto di pace. Una pace che non ha bisogno di armi, ma di continuità, di ascolto, di fedeltà al senso profondo delle cose.
Adrano, terra di lava e di silenzio operoso, ritrova così il suo suono vero. Non quello che passa in fretta, ma quello che resta. Non il clamore, ma la vibrazione lunga di ciò che attraversa le generazioni.
Questo Natale forse non ha cantato.
Ma qualcuno, lontano dai riflettori, ha continuato ad accordare il tempo.
Per quando torneremo capaci di ascoltare.
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