DOMENICA DEL DECUMANO –
Il Corriere della Vita – Editoriale
CHI VOGLIO ESSERE? E CHI MI VOGLIONO FARE ESSERE
(Testo integrale per la Seconda Pagina)
Occhiello
Una riflessione antropologica sulla libertà delle scelte, sul caso dei coniugi Trevallion-Birmingham, e sul mistero sempre vivo della nostra autodeterminazione.
– Introduzione
Viviamo in un tempo in cui ogni gesto, ogni fragilità, ogni esitazione sembra dover essere immediatamente risolta da qualcuno. Una società che corre, propone, suggerisce, spinge, decide.
Eppure la domanda rimane in piedi, inflessibile come una colonna antica che sfida i secoli:
Chi decide per me?
E chi vuole decidere al posto mio?
La vicenda dell’avvocato Angelucci e dei coniugi Trevallion-Birmingham non è solo un caso di cronaca abruzzese. È un frammento di antropologia viva: un punto in cui la libertà dell’individuo si è trovata stretta tra sollecitazioni, aiuti insistenti, attese sociali e buone intenzioni diventate, alla fine, pressioni.
– Il Caso e la Domanda Antica
Non è la casa nel bosco a fare notizia.
È il tentativo di orientare la vita di chi, magari per fragilità o timore, voleva solo fermarsi un momento nel proprio silenzio.
Angelucci, con onestà professionale, ha rinunciato al mandato.
“Troppa ingerenza esterna”, ha spiegato.
E qui sorge l’interrogativo che attraversa i secoli:
siamo davvero liberi di scegliere chi vogliamo essere?
Oppure le nostre vite vengono, più spesso di quanto crediamo, spinte dentro forme pensate da altri?
Plotino, maestro della profondità interiore, chiamava questo conflitto la diade:
da una parte l’Uno, la nostra identità originaria;
dall’altra ciò che ci tira fuori da noi stessi.
– La Stranezza delle Leggi Umane
Se la legge interviene per stabilire dove e come una famiglia può abitare, perché le stesse leggi non intervengono con uguale vigore per garantire la pace, la lentezza, l’ascolto, la cura?
La risposta è amara, ma necessaria:
le società proteggono ciò che si vede, ciò che si misura, ciò che genera ordine.
Molto meno ciò che salva l’anima.
La libertà – quella vera – non è una procedura.
È un respiro, un cammino, un atto di profonda responsabilità personale.
– Le Tre Domande Fondamentali
Le culture, i popoli, le famiglie, gli individui: tutti tornano sempre alle tre domande prime:
- Da dove veniamo?
- Chi siamo?
- Dove andiamo?
E nella nostra epoca, se ne aggiunge una quarta, inquieta e urgente:
dove vogliono portarci i sistemi che decidono per noi?
Una società che ha perduto il tempo dell’ascolto finisce per scambiare l’aiuto con il controllo, la cura con la pressione, la premura con l’ingerenza.
– Conclusione
Il caso Trevallion-Birmingham è, in fondo, la rappresentazione di una lotta antica:
l’essere umano che difende la propria autodeterminazione contro chi – anche con buone intenzioni – tenta di appropriarsene.
Ognuno di noi, come nella caverna di Platone, deve scegliere da quale parte della luce stare.
E l’unica domanda che rimane, l’unica che davvero ci salva, è questa:
**CHI VOGLIO ESSERE?
E CHI MI VOGLIONO FARE ESSERE?**
Firma
Giornalista Prof. Ciro Scognamiglio
Domenica del Decumano – Il Corriere della Vita


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