Domenica del Decumano – L’Orso Neandertaliano del Seggio
Visione antropologica e sentimentale di una Campania al voto
di Ciro Scognamiglio – CIROSCO99, uomo del mondo #24novembre2025
Questa domenica di fine novembre, mentre la Campania chiudeva i seggi alle 23 con un’affluenza del 32,07%, mi sono ritrovato – come ogni vecchio del vicolo che ancora crede nel valore della memoria – ad attraversare il mio Decumano personale, quello che scorre tra storia e antropologia, tra il voto e la vita.
Si è votato fino alle 23, con un’Italia che ha sfiorato appena il 31,96%: un dato che non è solo percentuale, ma sintomo. I sociologi lo leggeranno, i politologi lo commenteranno, ma a me interessa l’essere umano dietro la tenda del seggio, quello che ancora ha tra le dita l’odore della grafite sulla scheda, come un tempo gli uomini delle caverne stringevano il carbone per disegnare sulle pareti la loro verità.
In Campania la sfida era chiara: Roberto Fico, sostenuto dal campo largo, e Edmondo Cirielli, portabandiera della maggioranza di governo. Due visioni, due modelli, due idee di futuro. Ma al di là del duello politico, oggi il vero protagonista è stato il popolo: quello che arriva stanco, quello che cerca risposte, quello che vorrebbe essere ascoltato tra una promessa e una fila al CUP.
È in queste ore che lo sguardo antropologico diventa necessario. Perché la politica, dal post-Giurassico a oggi, non è altro che la lunga storia dell’Homo Sapiens che tenta di governare il proprio branco senza smarrire il senso della comunità.
E se qualcuno ride del paragone, lo faccia pure: la scienza e la memoria non mentono.
Oggi, 24 novembre 2025 alle ore 10:25, sono passati:
- 201.000.000 anni da quando i primi mammiferi cominciarono a spiare i dinosauri
- 300.000 anni da quando l’uomo fece nascere la parola
- 8.000 anni dalle prime città
- 76 anni dalla Costituzione italiana
- …e solo pochi minuti da quando un giovane elettore ha chiuso il pacco sigillato del suo seggio.
Ecco la storia: un flusso continuo di tentativi, errori, riscatti.
E noi, figli e nipoti di questa linea del tempo, abbiamo ancora il diritto e il dovere di metterci una croce sopra. Una croce che non sia una condanna, ma una scelta.
Ai miei giovani lettori, agli studenti delle classi che oggi mi seguono tra il serio e il faceto, dico una sola cosa: la democrazia non è un post, è un cammino.
E va percorso anche quando piove, quando non ci crediamo più, quando tutto sembra inutile.
Alle ore 14 inizierà lo spoglio: una nuova narrazione si aprirà all’Italia e alla Campania.
Io, invece, preparo lo zaino: la mia mente vecchia e curiosa pensa al Polo Nord, alle basi scientifiche, agli orsi che vanno in letargo mentre noi umani, essendo meno saggi, continuiamo a parlare di politica come se ne dipendesse la salvezza dell’universo.
Forse è così.
Forse no.
Ma io, l’Orso Antropologico del Decumano, continuo a raccontarlo.
Perché la memoria – come il voto – è un atto d’amore.
Ciro Scognamiglio
CIROSCO99 – Uomo del mondo


Lascia un commento