DOMENICA DEL DECUMANO SPORT

Napoli del Ciuccio 3 – Atalanta della Dea 1
Analisi dell’anziano di redazione – Una partita da tabellino

Stasera voglio parlare ricordando.
Guardo il tabellino, vedo il risultato – tre a uno – e il pensiero corre subito agli amici del Nolano, ad Angelo e Carmine, “la Marca” di Nola.

Con loro, da ragazzi, ci siamo scaldati il cuore e la voce parlando di Napoli in partite che oggi vivono solo nella memoria. La loro azienda – FERMARSI ALL’ARREDAMENTO LA MARCA DI NOLA – non era solo un negozio: era trovare casa, qualità, ospitalità. Una sosta per il caffè, due chiacchiere e un confronto amicale sul calcio e sulla vita.

#Dedico a loro, che hanno sempre sostenuto Lontani la Traversata come valore aggiunto di uomini di cultura, questa piccola analisi da anziano di redazione.

Il freddo sugli spalti, il fuoco in campo

“La Lorenzo quinto a destra”: così, alla vecchia maniera, mi viene da indicare il terzino che spinge sulla fascia. In un grande freddo intenso, è stata proprio la squadra ad accendere la fiamma del tifo.

Dietro questa fiamma, io ci vedo anche la mano di chi lavora sulle teste, non solo sulle gambe: un mental coach che, a un certo punto, avrà detto qualcosa come:

“Credo in voi, non mi deludete.”

Parole semplici, ma pesanti. E infatti il Napoli ha risposto con una partita “da tabellino” quasi perfetto.

I gol e la lettura della partita

Per chi ama il calcio come movimento, fisica, tecnica e testa, il tabellino oggi dice che hanno colpito:

  • Neves al 16’ e al 38’
  • Lang al 45’
  • Scamacca per l’Atalanta al 52’

Il gol di Scamacca è uno di quelli che ti fanno dire: “Questo è un vero attaccante.” Bellanova sfonda dal fondo, mette un cross teso, l’attaccante anticipa e accorcia le distanze. Giocata di velocità e tecnica come nella miglior tradizione di chi vive d’area di rigore.

L’Atalanta ha fatto un secondo tempo di qualità. Questo deve far riflettere: la Dea quando si sveglia sa farti male e, se la partita viene messa in cassetto troppo presto, il rischio è di ritrovarsi bassi, schiacciati, a difendere e basta.

Conte, gestore di uomini

Dal mio vecchio tavolo in redazione vedo un Conte diverso: meno furia e più gestore di uomini.

Ha chiesto alla squadra una risposta chiara, anche con dichiarazioni forti nei giorni precedenti. La risposta è arrivata: non solo da Neves e Lang, ma da tutto il gruppo.

Napoli nel primo tempo è stato quasi perfetto: anticipo sistematico, pochi varchi sulle verticalizzazioni – l’arma migliore dell’Atalanta – e una compattezza che da tempo non si vedeva.

Lorenzo, da quinto a destra, finalmente è sembrato leggero, dentro la partita, con compiti meno difensivi e più licenza di spingere. Un modulo elastico, che in non possesso si chiudeva a cinque, ma in impostazione saliva quasi a 3–5–2 spinto.

I giovani e il linguaggio degli abbracci

C’è poi un’altra cosa che l’anziano di redazione guarda sempre: gli abbracci.
Il brasiliano – Neves – che sfrutta lo spazio con intelligenza e segna, corre verso i compagni: non vediamo ancora quel calore travolgente di un gruppo completamente sciolto, ma si capisce che la difficoltà più dura è stata scrostata.

L’impressione è questa:

  • queste potenzialità, finalmente, stanno entrando in campo;
  • i giocatori hanno ricominciato a parlarsi, ascoltarsi, fare squadra.

È la nostra grande aspettativa, noi che osserviamo il calcio e, allo stesso tempo, i dati umani che ci sono dentro.

Dal bar dello sport agli ascolti dei ragazzi

Fuori dalla redazione il bar dello sport non ha mai chiuso.
Arrivano messaggi, commenti, fantasie da fantacalcio: c’è chi elegge Meret migliore in campo, chi pensa già al punteggio del proprio “fantasquadra”, chi chiede di far riposare il capitano “perché è giù di morale”.

Una ragazza, Serena, scrive più o meno così:

“Si è visto gioco, oltre al risultato. Un po’ calanti nel secondo tempo, ma buona la prima.”

I ragazzi notano movimenti, rotazioni, cambi di modulo. Parole che anni fa al bar non si sentivano. Oggi lo spettatore medio è un mezzo tattico, e questa è una ricchezza nuova: il calcio parlato che incontra il calcio studiato.

Conclusione dell’anziano

Fa freddo, sì. Ma questa partita ha scaldato molto più di un termosifone.
Napoli del Ciuccio 3 – Atalanta della Dea 1 non è solo un punteggio: è un segnale.

  • Segnale per Conte, che vede la squadra rispondere.
  • Segnale per i ragazzi, che si riconoscono in un gruppo che ricomincia a correre e abbracciarsi.
  • Segnale per noi “anziani di redazione”, che possiamo ancora permetterci il lusso di ricordare e commentare, pensando agli amici del Nolano, ad Angelo e Carmine, e a tutte le domeniche in cui il calcio non era solo gioco, ma anche casa, parola, amicizia.

Chi è stato il migliore in campo?
Da vecchio del mestiere dico così:

“Il migliore è stato il Napoli che, finalmente, ha ricominciato a parlarsi.”

E questo, per stasera, mi basta.

Ciro – l’anziano del Decumano Sport

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