LONTANI LA TRAVERSATA – BLOG GIORNALE
Rubrica: Domenica del Decumano – Foglio di quaderno 1964 / 2025
Articolo di chiusura periodo
#Napoli 21novembre2025: da martedì, dopo le elezioni del 23 e 24, ci sarà un 25 novembre del calendario gregoriano, saranno giorni trenta all’Avvento di Natale.
La politica ha parlato e raccontato – ma noi, uomini della strada e del vicolo, continueremo la nostra vita.
E se nessuno ci ascolta, le mura parleranno per noi: pietre non d’inciampo, pietre che raccontano dal Giurassico al Sapiens, senza dimenticare che per il vicolo gira ancora un “neandertaliano” delle comunità di un tempo: ’o professore.
C’è una foto, oggi diventata pittografia, che racconta più di molte cronache.
Tre uomini in piedi, in uno spazio raccolto: uno parla con il foglio in mano, uno ascolta in mezzo, uno rappresenta lo Stato e prende atto, in silenzio.
Siamo sulla linea ideale del Decumano minore, lì dove da anni si incontrano la memoria dei vicoli e la responsabilità delle istituzioni. È il luogo simbolico della mia “Domenica del Decumano”, un foglio A4 immaginario che porta ancora l’odore dei quaderni del 1964, ma è scritto con l’inchiostro del 2025.
In questa scena, Pasquale Caputo è la voce fraterna: non un agitatore, ma un uomo che porta, con rispetto e tenacia, i bisogni di chi non ha voce. Accanto a lui ci sono io, Professore Ciro Scognamiglio, già preside e oggi giornalista di strada, con il compito di ascoltare, raccogliere, tradurre in parole le ferite e le speranze delle persone.
Di fronte, l’uomo di Stato: non come figura distante, ma come presenza concreta che si ferma, guarda negli occhi, ascolta, prende appunti interiori. Non basta “sentire”: nella scena il gesto essenziale è prendere atto. Significa riconoscere che una storia è vera, che una sofferenza è reale, che una richiesta merita risposta.
La pittografia che accompagna questo articolo – “Domenica del Decumano” – è disegnata come un foglio di quaderno:
in alto il titolo, al centro i tre personaggi, in basso la riga che li unisce, con scritto:
“DECUMANO MINORE – strada dell’ascolto”
Sotto, il motto che mi accompagna da una vita:
“Vivere per servire, non servire per vivere.”
È la lezione che mi viene da mio padre Mario, sopravvissuto ai campi di sterminio, e dalla scuola, quella vera, che non finisce con il suono della campanella. Oggi, 21 novembre 2025, questa lezione la rimetto al centro del mio lavoro di giornalista di strada: stare in mezzo tra chi soffre e chi decide, evitare che i casi delicati scivolino nell’oblio, cercare sempre una via di soluzione possibile.
Lontani la Traversata – Blog Giornale nasce proprio per questo: per tenere un ponte aperto tra le periferie sociali e morali e le stanze dove si scrivono norme, politiche, atti amministrativi. Non è un organo di comizio: è un quaderno pubblico, dove ogni tanto una pagina si ingiallisce, ma non perde la sua forza.
In questo tempo di rumore e di slogan, abbiamo scelto una strada più lenta:
– incontrare le persone una a una;
– dare nome e cognome alle ingiustizie;
– portare ai rappresentanti delle istituzioni non solo l’eco delle proteste, ma la profondità delle storie.
Se l’uomo di Stato prende atto, se chi governa accetta di farsi toccare dalle vite concrete, allora la speranza non è più una parola leggera: diventa, come scrivo sul foglio, “spessa speranza, la speranza dei giusti, sulle strade di chi ascolta.”
Questa Domenica del Decumano, 21 novembre 2025, la consegno a chi legge come un invito:
guardate bene quella pittografia. Uno parla, uno media e ricorda, uno decide.
Tutti e tre, insieme, dicono che la democrazia non vive nei monologhi, ma negli incontri reali.
Firmo, e continuo il cammino, tra pietre che non fanno inciampare ma costringono a fermarsi e ad ascoltare:
Professore Ciro Scognamiglio
uomo del mondo e di speranza
già Preside – oggi giornalista di strada

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