VERSIONE PER LONTANI LA TRAVERSATA
GLI UOMINI DI BARCA
Quando dici “Uomo di Mare”, dici già tutto. Non è una qualifica tecnica, né un vezzo poetico: è un’identità costruita al vento e levata all’alba, quando il mare non perdona illusioni.
Gli uomini di barca sono così: testimoni di una competenza che nasce dal vivere, non dal parlare.
Tra loro c’è Esposito Thomas Bi, Comandante e fotografo. In lui la navigazione precede sempre la fotografia: prima attraversa l’onda, poi la racconta. Le sue immagini non sono scatti, sono rotte. La Moglie Cantante, con la sua voce capace di tenere insieme i giorni lunghi della navigazione, è parte del suo mare, del suo ponte e della sua storia.
C’è il fratello formato nelle Marinerie di Ischia, dove il mare è una disciplina prima che un panorama.
E c’è il Professore, che porta sulle spalle la memoria delle carte nautiche e nel cuore il sapere delle costellazioni, collegando tradizione e futuro.
Come ricorda Anna Calemme, artista poliedrica, qui non si parla di “tuttologi”. Si parla di donne e uomini che hanno più dimensioni perché la vita gliele ha chieste.
Persone che portano dentro molte competenze, ma tutte autentiche, tutte vissute.
E poi lui, spesso dimenticato ma essenziale: l’Uomo in Quinta.
Il Comandante silenzioso che non appare ma fa apparire tutto. L’uomo che conosce ogni corda, ogni vibrazione del motore, ogni timore dell’equipaggio. Senza di lui, la nave resta un desiderio.
Sono storie che non vanno archiviate.
Gli Uomini di Barca sono memoria viva del mare, e il mare, quando incontra anime così, diventa maestro, destino e racconto.
✅ VERSIONE PER FACEBOOK
(più breve, più d’impatto, più immediata)
GLI UOMINI DI BARCA
Lascia un commento