Censura e memoria verde: una testimonianza civile di Carmine Attanasio


Nota alla Redazione – Lontani la Traversata

Il Direttore

Riceviamo e pubblichiamo integralmente la lettera del già Consigliere del Comune di Napoli Carmine Attanasio, che denuncia la rimozione di un suo commento apparso su alcune testate online e riflette sul diritto di parola, la libertà d’espressione e la correttezza del dibattito pubblico.
Come redazione de Lontani la Traversata, riteniamo doveroso dare spazio a ogni voce che — nel rispetto della verità e della responsabilità personale — contribuisca alla costruzione di un pensiero critico e civile.
Le opinioni e le ricostruzioni che seguono sono pubblicate come afferma l’autore del testo, nella sua piena libertà e responsabilità giornalistica.


Lettera di Carmine Attanasio

Ciao, scusa se ti scrivo una cosa così lunga ma è un commento che ho pubblicato su Napoli Today e su Il Mattino e mi è stato cancellato su entrambe le testate.
Era a difesa di Mari Muscarà. Vi chiedo: ma è democratico tutto questo?
E poi scrivo cose gravi, e se lo faccio è perché sono verità, e non temo querele!

Questo è un messaggio personale e raggiunge oltre tremila miei contatti. Se vuoi puoi farlo girare.
Grazie.
W la verità. W Gesù. 🙏🌳

Buonasera. Tranne Mari Muscarà, che conosco bene per il suo impegno civile, io mi chiedo perché scrivete questi articoli del piffero in piena campagna elettorale con l’unico scopo di danneggiare i candidati e violare la legge sulla par condicio.
Ma li conoscete? Sapete la loro storia personale? Hanno rubato?
La dovete smettere di giustiziare la gente in pubblica piazza!

Tutti hanno diritto di poter cambiare idea se in fondo ci sono motivazioni serie e non la ricerca delle poltrone.
Chi è stato tradito negli ideali nei quali credeva, per me, può tranquillamente cambiare idea.
Io lo feci nel 2000, passando in Forza Italia, pensando che la stampa potesse amplificare le mie denunce contro i Verdi, che — nel febbraio 2000, all’assemblea ricostituente dei Verdi Italiani — videro arrivare dalla Campania ben 1000 iscritti su una base assembleare di 4000.
Era un’assemblea truccata, e l’allora leader dei Verdi, Pecoraro Scanio, accettò di buon grado l’arrivo di centinaia di persone che nulla avevano da spartire con i Verdi ed erano lì in viaggio di piacere, tutto spesato, solo per votare.

Ricordo una vecchietta di quasi novant’anni nelle ultime file, tutta infreddolita — e l’avevano portata lì per farla votare!
A Chianciano Terme c’era la neve!

Pecoraro Scanio era il compare del mio primo matrimonio, e capirete che se fossi stato zitto avrei avuto ben altra carriera.
Successe poi che chi aveva portato tante persone a Chianciano fu premiato da Pecoraro, che permise la sua candidatura aiutandolo e spaccando il voto dei Verdi storici, scegliendo un candidato di partito, da qualche anno subentrato nei Verdi come indipendente nel Consiglio Comunale (elezioni 1997), e primo dei nuovi non eletti dietro di me.

E fui proprio io, ingenuamente, a chiedere di farlo entrare, sollecitando Pecoraro a dimettersi dal Consiglio Comunale perché da solo non riuscivo a seguire tutte le commissioni più importanti — e perché lui era anche parlamentare.
Lo feci per il partito.

Nel 1999, in previsione delle elezioni regionali, mi sarebbe convenuto averlo fuori, e sarebbe stato costretto a votare me per rientrare nelle istituzioni.
Pecoraro poi, probabilmente infastidito perché costretto a dimettersi dal sottoscritto (che nel frattempo era diventato noto per il suo impegno concreto per la città), lo candidò contro di me alle regionali, ordinando a tutti i quadri di partito di farlo votare.

Lo fece sia per disfarsi di me, sia per favorire chi gli aveva consentito di vincere l’assemblea nazionale, votando Grazia Francescato, stimata ambientalista che inconsapevolmente fece il gioco di Pecoraro.
Non avendo comunque la maggioranza nell’assemblea costituente, bastava pagare 100.000 lire oltre alle 25.000 dell’iscrizione base per partecipare!

E quindi capirete che qualcuno investì un po’ di soldi per determinare il futuro dei Verdi, che qualche anno dopo vide l’elezione di Pecoraro nell’assemblea ordinaria.
Ma quei soldi, i Verdi storici non li avevano, e allora si pensò di utilizzare il personaggio citato all’inizio, che fu poi premiato con la candidatura alle regionali!

Ma il problema ero io, che — sostenuto dal Partito, e per tutto quello che concretamente avevo fatto negli anni ’90 — sarei stato sicuramente eletto!
Allora il mio compare di matrimonio, matrimonio finito male proprio a ridosso delle regionali, pensò di candidare e far portare… (testo interrotto come da fonte originale)


Come afferma l’autore del testo

Le dichiarazioni, i riferimenti e le valutazioni contenute in questa lettera sono integralmente attribuite all’autore Carmine Attanasio, che ne assume la piena responsabilità.


BOX AUTORE

Carmine Attanasio è già consigliere comunale di Napoli, noto per il suo impegno ambientale e civico. Da anni promuove battaglie per la trasparenza nella gestione pubblica e per la tutela del territorio.


Per LONTANI LA TRAVERSATA
IL DIRETTORE
Ciro Scognamiglio

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