Yon Kippur in mare aperto: la lettera di David Endler e il grido delle piazze italiane

Di Ciro Scognamiglio Lontani La Traversata 04ottobre2025

Due milioni in piazza, la questura ne dichiara 400mila

In Italia è stata una giornata storica. Due milioni di persone hanno riempito le piazze per chiedere pace, giustizia e un futuro diverso. Famiglie, studenti, insegnanti, lavoratori hanno sfilato pacificamente. La questura ha ridotto il numero a 400mila, ma l’immagine collettiva rimane: un popolo che non protesta per un salario più alto, ma per la pace.

Landini: “Non è uno sciopero, è un grido di libertà”

Il segretario della CGIL, Maurizio Landini, ha denunciato le minacce del governo ai lavoratori:

“Non si può mettere in discussione il diritto costituzionale di scioperare. In piazza c’erano famiglie, giovani, insegnanti. Due milioni di persone che rinunciano a un giorno di lavoro non per il salario ma per chiedere fraternità, solidarietà e giustizia. Il governo invece aumenta la spesa per le armi: 12 miliardi quando la gente non arriva a fine mese.”

E ha aggiunto:

“Il vero reato è quello del governo israeliano che ha arrestato 40 attivisti italiani in acque internazionali. Loro devono essere liberati senza condizioni.”

La voce di un fratello ebreo dalla flottiglia

Tra gli arrestati, David Endler, 33 anni, coordinatore del movimento Progressive International. Prima di essere fermato dalla marina israeliana ha scritto una lettera-testamento, datata proprio nello Yom Kippur, il giorno più sacro del calendario ebraico:

“Mi sono unito a questa flottiglia per difendere l’umanità. Sono qui perché la mia eredità ebraica lo richiede. Mio nonno Jacques Harler entrò nella Resistenza contro i nazisti, mentre amici e familiari venivano deportati nei campi di concentramento. Questa è la tradizione alla quale sono chiamato. La stessa rabbia genocida che colpì i miei antenati oggi si abbatte su altri innocenti.”

E ancora, sul digiuno di Yom Kippur:

“Il digiuno è rinuncia al pane quotidiano. Ma a Gaza, da due anni, il popolo non ha altra scelta che vivere senza pane. Per questo chiedo ai miei fratelli ebrei di trasformare la preghiera in azione, per fermare questo genocidio. Gmar Chatimà Tovà.”

Memoria che ritorna

La storia si ripete con volti diversi. Una testimone di Vigevano, fuggita in Argentina per le leggi razziali fasciste, perse il padre ad Auschwitz. Sua figlia Franca fu gettata nel vuoto dai “voli della morte” della dittatura argentina. Così come il 3 ottobre 2013, a Lampedusa, 368 migranti persero la vita in mare.

Tutte queste vicende hanno un filo comune: i regimi odiano il dissenso e chiamano terroristi i dissidenti.

Piazza, mare, memoria: un’unica lotta

Oggi, 3 ottobre, memoria dei migranti morti, le parole di David Endler e le piazze italiane si intrecciano. Non sono episodi isolati, ma una stessa richiesta che sale dal basso: basta guerra, basta repressione, basta silenzio.

Il messaggio è chiaro:

  • Non si difende la democrazia arrestando chi porta aiuti umanitari.
  • Non si costruisce pace aumentando le spese militari.
  • Non si governa con la minaccia ai lavoratori che chiedono giustizia.

Una domanda aperta

La lettera di un giovane ebreo, la voce di milioni di italiani, la memoria dei migranti e dei deportati: tutto si tiene.
La domanda ora è una sola: sapremo ascoltare chi rischia la vita per la pace, o lasceremo che la storia si ripeta ancora nel silenzio dei potenti?

#FUORITEMPO – I potenti vivono di silenzi, i popoli liberi di parole che non muoiono.

FOTOGRAFIA VAGABONDA – Ricerca fotografica di opere libere
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  • Foto N°1 – Piazza in corteo (licenza libera)
  • Foto N°2 – Manifestazione a Milano (licenza libera)
  • Foto N°3 – Roma, piazza per la Flotilla (licenza libera)
  • Foto N°4 – Manifestazioni notturne (licenza libera)
  • Foto N°5 – Rimorchiatrice e nave della Flotilla (public domain)
  • Foto N°6 – Nave con bandiere palestinesi (public domain)
  • Foto N°7 – Imbarcazioni sorvegliate da droni (public domain)
  • Foto N°8 – Freedom Flotilla in navigazione (public domain)

👉 Le fotografie dal N°1 al N°8 sono libere.

Manifestazione pro-Flotilla e pro-Pal nel centro di Torino, 01 ottobre 2025.
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Pro-Flotilla and pro-Pal demonstration in central Turin, Italy, 01 October 2025.
ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

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