IO CI STO!

Napoli 3 ottobre 2025

Percorrete due volte la strada: la seconda è per Ciruzzo.

Il cuore è con voi, anche quando le mie gambe restano a casa. Esserci con il cuore, seguirvi dagli schermi e dai telefoni, mi rende partecipe della piazza.

Shalom. Pace — la pace dei giusti.

Oggi la parola chiave è solidarietà: qui nasce la moltiplicazione dei pani. Voi stessi dite: «dare». Dare voce a chi non ha voce: questo è il nostro pane.

Nel tempo della memoria si condividono cinque pani e pochi pesci; oggi, nel terzo millennio, i discepoli sono i giovani ai quali abbiamo consegnato queste tragedie.

Le tragedie che denunciamo sono l’ignavia, il bla-bla che copre le urgenze, il gridare senza comprendere. Anche un atto simbolico — una flottiglia, una piazza, un gesto — può #aprire alla nuova speranza. Questo ci ricorda che, su questo unico pianeta abitato dall’umanità, dobbiamo imparare il concetto di SOLIDARIETÀ e metterlo in pratica con le nostre umili capacità.

Solo la condivisione del dono renderà feconda la nostra vita e porterà frutti. Solidarietà con i popoli che soffrono: oggi più che mai, solidarietà con Gaza, una striscia di terra martoriata da una tragedia che chiede verità, giustizia e fine delle sofferenze. Non possiamo rimanere spettatori di un massacro. Di fronte alla tentazione della vendetta, ribadiamo che la vendetta non è la risposta che desidero né che la Shoah mi ha insegnato a voler ripetere.

Ho sofferto la Shoah nella memoria familiare, ma non ho mai odiato. Mi chiedo: chi insegna ai bambini a sputare, a odiare? Chi plasma i giovani nell’odio appena nati? Le responsabilità sono politiche e morali e vanno chiamate per nome: leadership violente, retoriche che fomentano l’odio, strategie che strumentalizzano il dolore per interessi di potere. Dobbiamo denunciarle con forza e chiedere responsabilità pubbliche e legali, non imitare la violenza con altra violenza.

Oggi alcuni leader hanno messo in discussione accordi e percorsi di pace costruiti da altri. Il 7 ottobre e quanto è seguito sono segnali che non possiamo giustificare: dietro a ogni strategia che semina morte ci sono persone che devono rispondere delle loro azioni. Ma la nostra risposta è la denuncia, la mobilitazione civile, la richiesta di giustizia internazionale, il sostegno umanitario: non l’odio.

Grazie, ragazze e ragazzi, figlie e figli. Siete nelle stesse piazze dove negli anni ’70 le mie gambe potevano ancora essere. Forse vi abbiamo consegnato una brutta eredità; ma non ci arrendiamo. IO CI STO. Le mie parole arrivano lontano e i giovani che studiano con lo scrivente saranno i depositari del moderno tazebao: voce, memoria, denuncia, speranza.

Pace. Shalom.

Ciro Scognamiglio

Dal Decumano Minore — Pianura / Chianura / Recanati del Sud

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