#Viaggiando in città – Vedi Napoli e poi muori!
Lo ripetono da secoli: è pura leccornia di vita.
Napoli, capitale complessa eppure ricca di cuore, di altro e di amore.

Napoli e la sua provincia, da Casavatore ai decumani esterni, sono scenari vivi.
Al semaforo dell’aeroporto militare la pattuglia dei vigili presidia l’angolo,
e il tom-tom delle nostre auto ci avverte che “loro” sono lì.
Ma nessun segnale ci avvisa delle strade dissestate,
dei fossi che ci costringono a proteggere l’auto e i passeggeri,
mentre cerchiamo rifugio nella tangenziale:
sicura, sì, ma costosa, e fruibile solo da chi può.
E allora viene da chiedersi:
a che servono i controllori agli angoli,
se le strade stesse impediscono di correre?

Così, guardi il cielo e sogni di volare.
A Milano già parlano di taxi volanti,
ma Milano sembra un altro Paese.
Noi restiamo nel Regno delle Due Sicilie,
dove al Garigliano, fosse per noi, si chiederebbe ancora il passaporto.

Eppure a Napoli basta una pizza per ritrovare la gioia del vivere.
Una margherita, calda e semplice, da Pellone a via Nazionale:
lì i ragazzi suonano la campana,
ma per chi suona la campana?
Per il viandante che si ferma,
che lascia una moneta, che si riconosce nell’incontro.
È forza di socialità, di condivisione.
E Anna, con un sorriso, sussurra:
“Professore, vi fotografo con la signora.”
Lo scrivente ringrazia.
La signora, stanca di tanti anni,
già prepara la valigia con un corredo di memorie,
quasi a liberarsene, quasi a consegnarle al tempo.
E intanto la campana suona,
passa da mano a mano, come passano le storie.

Napoli è mestieri e vicoli, è caffè Grieco negli anni ’50,
è San Giorgio con mio padre tra i Vergini,
la spesa, il caffè torrefatto,
noi ragazzi monelli, sradicati eppure innamorati della città.
Napoli è vita, è storia, è colore.

E oggi, al Palazzo Reale, Napoli è anche cultura.
Non solo femmine e carrozze:
qui si fa il Festival del Libro della Campania.
I cocchieri, anziché concime di cavalli,
porteranno parole e scritture,
penne che diventano voce, libri che diventano palco.
Ci sarà tanta gente.
Ci saranno gli ospiti che già al Giardino del Decumano
hanno ascoltato Don Vittorio Zecconi,
e ora troveranno anche il professore con il suo libro,
e domani ancora altri.

“Vedi Napoli e poi muori!”
Lo ripetono da secoli.
Ma chi la vive davvero sa che qui si muore e si rinasce ogni giorno,
tra fossi e tangenziali, pizze e campane,
vicoli e parole.
Napoli è pura leccornia di vita.

#Fuoritempo – NOICITTA’ del Tempo!

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