Un ringraziamento e un grido dai #vicoli della vita
#Ringrazio tutte e tutti, amici della storia e della memoria.
Dai miei anni Sessanta — correvano anni dal mio nascere, il 1954 — ho visto che la storia non era diversa da oggi. Ho scritto per bisogno: per dare ordine alla mia vita e alla memoria. Ho tentato di trasformare in #dono una fanciullezza segnata dal dolore e dalle esperienze che il “secolo breve” ci ha fatto vivere, esperienze che oggi ritornano come una traccia totale.
Da folle lucido ho parlato di “#ODINA”: una base azotata che, con Timina, Guanina, Citosina nel DNA e Uracile nell’mRNA, ha fatto — e fa ancora — la storia. Sto cercando la base azotata “#AMORINA”, ma pare che non esista: eppure le mutazioni ci sono, basta guardare dove siamo.
Abbiamo dato mandato a ciarlatani e #fuffosi di raccontarci il tempo, ma il tempo chiede risposte. Ho sbagliato traiettoria: droni e missili sono caduti in Polonia, dimenticando la Grande Guerra, la Serbia, Sarajevo. Correva l’anno 1915, o 1918… eppure troviamo ancora colori.
Sono #disilluso anche da chi oggi nega il valore della memoria, come chi rifiuta di considerare l’Olocausto mentre Gaza brucia. Eppure, se muoiono 25.000 figli e nipoti di uomini e donne che hanno scelto l’“Amorina” e non l’“Odina”, dobbiamo domandarci se diventeremo mai #seri.
Un’Europa che parla di armamenti e rivede maggioranze per decidere la pace… Un “Asperger funzionale”, con tutte le sue lauree e i suoi soldi, che afferma che il male è “a sinistra”: ma quale sinistra? Forse è il fiume di Hermann Hesse.
Ecco perché, allo stretto giro di sabato, vi ringrazio. Chi non verrà avrà una logica ed umana motivazione: il tempo della propria vita ha valore assoluto, e ne prendo atto. Ma sono convinto che donne e uomini lontani sapranno comunque lavorare per la pace.
Ringrazio i #tanti — o i #pochi — che saranno con me. Io ci ho provato: e finché le mie claudicanti gambe me lo consentono, mi vedrete tra i vicoli della vita a gridare ancora, da “#munchiano”: PACE.
E se non potrò più scendere, questa #nera tastiera resterà la mia voce.
Una voce arricchita dalla presenza dei miei giovani: ringrazio per primi loro, i ragazzi- i professori come #Paolo e #Gennaro professori mie alunni, professori del vicolo , professori della mia crescita con loro i ragazzi allievi , artefici del mio cambiamento. Da #monello difficile, complesso e anche gioioso di una famiglia, ho imparato — anche grazie alla mia diversità — la lezione più alta del mio mentore e padre:
“#Studia, e non sarai mai #zoppo.”
Shalom. Vi attendiamo o vi salutiamo. Oggi, giovedì, vi ringraziamo.

Lascia un commento