NAPOLI dal Decumano Minore 2025_08_25

LETTERA di un Diversamente Giovane

Di Ciro Scognamiglio a Voi e ai miei ragazzi della redazione :

AMICHE e AMICI che possono sempre RICERCARSI!
Ci sono legami che non conoscono distanze né silenzi: restano sospesi, come fili invisibili, pronti a vibrare al primo richiamo. Ognuno porta con sé la memoria dell’altro, e basta un gesto, una parola, persino un pensiero perché la ricerca torni a farsi incontro.Cronaca narrativa di un incontro a distanza

Tre emozioni di lontananza si sono fatte parola. Nel viaggio, anche se ciascuno parte per sé, ci si aggrega: l’uomo diventa antropologo di sé stesso quando mette in comune relazioni, cariche, confronti. Eppure, dopo il saluto di un gruppo che ha vissuto un tempo insieme, resta spesso un vuoto, la solitudine di una ricerca che non si compensa del tutto.

Ma il resto – lo sappiamo – dipende da noi. Dall’eredità dei simboli e delle scritture che l’uomo ha tracciato fin dalle caverne, e che hanno costruito civiltà. Tocca a noi ricaricarci della linfa degli incontri, farne azione, legame, respiro, dono. La bolla di appartenenza non basta: è la mente che ci lega da lontano.

Anna, con poche parole, ha sintetizzato il pensiero: nelle diversità e nelle unioni ci siamo cercati, e nasce da lì una risposta che ci appartiene. Cinquant’anni di cammino, tra confronti, scontri, amore e lotte per autodeterminazione, ci hanno insegnato che possiamo ancora farcela. Bisogna credere nelle scelte, arricchirsi di ciò che si è costruito. Perché le lontananze non esistono, quando si riconosce il sentimento di appartenenza degli umani che vogliono dirsi sapiens.

I dolori del mondo ci appartengono: li raccontiamo, li viviamo, li attraversiamo operando. Sempre restando fedeli a una sola regola: vivere per servire e non servire per vivere.

Così arrivano le voci del gruppo.
Remo, “il semplice ortopedico”, ha salutato con amarezza: «Parole, parole, parole… ma nessun cenno alla sofferenza e alla crudeltà del nostro mondo attuale. Esco.»
Un altro ha raccolto: «Ho letto tutti i messaggi che mi danno gioia e tristezza per il bello vissuto e finito con voi 🥰».
E infine, da un terzo, la riflessione: «Qualsiasi messaggio è comunicazione di gesti, parole, azioni… che esprimono idee, emozioni, concetti oltre il loro significato letterale, e mostrano qualcosa di più profondo, anche il bello vissuto.»

Ecco allora la lezione, da educatore senza scrivania: ognuno di noi porta la propria parola, a volte dolce, a volte tagliente, a volte sospesa. Ma nessuna voce è vana, se riconosciamo nell’altro un riflesso dell’io che ci abita. Perché – come scriveva un sapiente antico – l’occhio non vedrebbe mai il sole se non fosse già simile al sole, né un’anima vedrebbe il bello se non fosse bella.

Cronaca di un incontro che non si chiude, ma resta aperto: la lontananza si misura nel coraggio di ritrovarsi.

FUORITEMPO :
“Ogni voce è traccia: solo insieme diventa cammino.”

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