PILASTRI – osservati dal mio Decumano

di Ciro Scognamiglio – 23 agosto 2025

INCIPIT

#Scrivo per chi vuole condividere l’umana vita.
#Leggiamoci insieme, scriviamo insieme, lanciamo messaggi in ogni civiltà e idioma del mondo. I nostri volantini arriveranno anche in savana, e sorelle e fratelli mammiferi li porteranno ai bipedi umani, ai rettili che sono il finale dei dinosauri, alle lucertole che hanno sovrastato l’#antropocene.

E #noi? #Strisciamo ancora a due zampe, ma il nostro #DNA non è talmente adattato: torneremo quadrupedi. Questa è #scienza, non fantascienza.

Ma la #PACE – ricordiamolo – non è utopia: è #antropologia di civiltà. È #pilastro.

Abbiamo appena #chiuso tra ore l’indifferenza e la solitudine delle vacanze. Qualcuno ha cercato di capire cosa affermano altri popoli, oltre confini e muri abbattuti dal 1961 e subito rialzati per erigere nuove barriere d’odio.

I governanti sono delegati da noi popolo. Come affermava #Giambattista #Vico:

“#Noi #deleghiamo #governi conformi alla natura degli uomini governati, ed essi governi sono insiti agli uomini che si lasciano governare.”

Siamo dunque #artefici del #male. All’imminente autunno 2025, e a tutte le stagioni che verranno, non siamo pronti alla pace.

Le cronache di ogni angolo del mondo ci riportano solo odio e violenza. Anzi: aumentano le vendette intrafamiliari. Si uccidono madri, fratelli, sorelle, amate, e i corpi vengono rinchiusi in pilastrate di cemento o fatti a pezzi in bauli. Come se fossero oggetti muti, senza parola umana.

Eppure: una cosa è l’“auto”, parola-oggetto. Altro è la parola UOMO, mammifero vegetale – come afferma Vito #Mancuso – dove la #vita e l’#amore devono essere cercati.

Sì, anche nelle cose troviamo atomi e particelle. Ma non sono energeticamente uguali a quelle che producono #entropia #umana. Il calore di un ceppo di legno è fumo che permane in equilibrio per legge chimico-fisica. Ma i corpi di bambini e uomini uccisi dalle bombe a grappolo (vendute anche da #noi) producono calore entropico umano, e non solo sofferenza.

Oggi la pace la leggo dalle poesie. Ieri da Annamaria Scarpocchi, professoressa della nostra scuola di Mare e Giovani Nautici. Oggi mi abbevero alle lettere di pace di Maurizio Paternò.

È il filone della nostra sofferenza: parlare di pace e non riuscire a costruirla.
Le lettere di Paternò mi hanno stimolato. Non hanno tolto la sofferenza, ma mi inducono a non mollare.

NON #MOLLIAMO.

Abbiamo paura che il nostro rilassarci conduca alla scomparsa del “dicasi sapiens” sul pianeta. Il pianeta, in sé, resterà: pietra e acqua, molecole diverse e simili che agiscono sull’energia della glicolisi.

Scrivo da anni, e lo riporto anche al mio libro (pagina 15):

Amore e memoria: l’energia che non si spezza mai.
C’era una volta un legame. Non un semplice filo, ma qualcosa di invisibile e potente, come l’energia che unisce due sistemi quando si toccano anche solo per un istante.
I fisici lo chiamano #entanglement, un intreccio profondo che non conosce spazio né distanza.
Io lo chiamo #amore.

Quel sentimento che lega due anime, che non si separano mai davvero, nemmeno quando il mondo le strappa l’una dall’altra. Questa è la memoria che porto dentro di me.

E la guerra? Strappa. Ma noi, con la voglia di pace, rileghiamo il filo. Non arrendiamoci.

Siamo #fuoritempo: il tempo per arrivare alla pace è breve. Viviamo un’apocalisse.
Eppure siamo nello stesso viaggio dell’esistenza che, dal 1654 al 1800, discusse di fissismo, catastrofismo, lamarckismo e darwinismo.

Ragazze e ragazzi, diversamente umani dicasi: #DOVE #SIAMO?

Chi è #Maurizio #Paternò di #Montecupo

Maurizio Paternò di Montecupo si è laureato summa cum laude in Economia e Commercio a #Napoli nel 1972, iniziando la carriera accademica in diverse università italiane (Napoli, Cassino, Roma).
Nel 1982 fu visiting professor alla Columbia University di New York.
Autore di numerose pubblicazioni scientifiche, ha esercitato la professione di dottore commercialista, ricoprendo incarichi di amministratore e sindaco in importanti società italiane (Accor, De Nora, Krizia, Unicredit, Enelpower, Wind, Cobat, Coca Cola, ecc.).
Negli ultimi anni si dedica alla scrittura di poesie.

Una poesia per la #Pace

In un’epoca segnata da conflitti e tensioni globali, la parola PACE si impone come monito e desiderio collettivo: che la parola prevalga sulla violenza, che la speranza trionfi sulla distruzione.

Segue la poesia di #Maurizio #Paternò:

PACE
(#acrostico)

P azzi e ciechi nell’
A rroganza! credete
C he la forza delle armi
E la violenza

P ossano sanare le ferite fatte
A lla democrazia di un paese?
C hiamate forse democrazia
E largire distruzione,

P rovocare vittime innocenti,
A nnientare nello spirito e nel
C orpo popolazioni che per colpa
E follia dei loro leader

P erdono affetti, identità,
A veri, piccole abitudini
C he riempiono il loro quotidiano
E li fate piombare nell’avvilimento,

P rostrati alla violenza,
A ttoniti,
C onfusi e incapaci
E rranti in un labirinto

P rivo di soluzioni razionali
A vvolti dalla tempesta
C reata da interessi sempre
E conomici e poco umanitari.

P ianto e sofferenza li
A ccompagnano e pregano
C iascuno il loro Signore
E si sentono da Lui abbandonati.

P erché?
A che scopo?
C ostruire distruzione
E ffondere tanto odio!!

P ensieri questi senza
A lcuna risposta
C he possa provocare
E utanasia al loro rancore.

P ropositi! Progetti!
A uguratevi che la mente sia
C apace di maieuticamente
E strarli dall’odio che covate.

P rofumi di armonia
A romi di comprensione
C ibi di tolleranza
E cco gli ingredienti per la PACE.

 #IO #CI #STO ! CS99 – cercatore di #PACE!

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