VATICANISTA
Professore Antonio Izzo
#Redazione99NOI- Lontani La Traversata –
Il Papa ai giovani a Tor Vergata: “Non siamo malati, siamo vivi!”
Un fiume di giovani ha riempito Tor Vergata per celebrare la Messa conclusiva del Giubileo dei Giovani, presieduta da Papa Leone XIV. In un’omelia intensa e ricca di spunti, il Pontefice ha invitato i ragazzi a non aver paura della fragilità e a cercare la vera felicità non nelle cose materiali, ma nell’incontro con Dio.
Prendendo spunto dal cammino dei discepoli di Emmaus, il Papa ha paragonato l’esperienza dei giovani a quella dei due discepoli che, dopo la morte di Gesù, si allontanavano da Gerusalemme delusi e impauriti. Ma proprio come loro, ha sottolineato il Santo Padre, anche i ragazzi di oggi possono incontrare Cristo Risorto che “cambia la nostra esistenza, illumina i nostri affetti, desideri, pensieri”.
Il Pontefice ha affrontato un tema spesso considerato un “tabù”: la #fragilità e la finitezza della vita. Richiamando il Libro del Qoelet e l’immagine dell’erba che “fiorisce e germoglia, alla sera è falciata e secca”, ha spiegato che questa vulnerabilità non deve spaventare. “La fragilità di cui ci parlano, infatti, è parte della meraviglia che siamo”, ha affermato. Ha usato l’immagine di un prato in fiore, delicato e vulnerabile, ma che si rinnova continuamente. “Noi pure, cari amici, siamo fatti così: siamo fatti per questo. Non per una vita dove tutto è scontato e fermo, ma per un’esistenza che si rigenera costantemente nel dono, nell’amore”.
Rivolgendosi direttamente ai giovani, Papa Leone XIV ha parlato della “sete grande e bruciante” che nessuna realtà creata può spegnere. Ha messo in guardia dal cercare di “spegnerla con surrogati inefficaci” e ha esortato i ragazzi ad ascoltare questa sete, trasformandola in un’opportunità per “affacciarsi, come bambini, in punta di piedi, alla finestra dell’incontro con Dio”.
Ha citato San’Agostino, che nella sua intensa ricerca di Dio si chiedeva “Qual è allora l’#oggetto della nostra speranza?”, concludendo che “Ricerca chi le ha fatte, egli è la tua speranza”. Il Papa ha poi ripreso le parole di Papa Francesco, pronunciate alla Giornata Mondiale della Gioventù di Lisbona, per rassicurare i ragazzi: “Non allarmiamoci allora se ci troviamo interiormente assetati, inquieti, incompiuti, desiderosi di senso e di futuro […]. Non siamo malati, siamo vivi!”.
Il Pontefice ha concluso l’omelia offrendo una risposta chiara: la pienezza dell’esistenza non dipende da ciò che si possiede, ma da ciò che si sa accogliere e #condividere con gioia. “Comprare, ammassare, consumare, non basta”, ha avvertito. La vera felicità, ha spiegato, si trova nell’unirsi a Dio e ai fratelli, coltivando “sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità”.
Ribadendo che “la nostra speranza è Gesù”, ha incoraggiato i giovani a “fare della vostra vita qualcosa di grande” e a non accontentarsi di meno della #santità, prendendo come esempio i beati Piergiorgio Frassati e Carlo Acutis, che presto saranno proclamati Santi. “Allora vedrete crescere ogni giorno, in voi e attorno a voi, la luce del Vangelo”, ha promesso. Prima di congedarsi, ha affidato i ragazzi a Maria, “la Vergine della speranza”, e li ha esortati a “contagiare chiunque incontrate col vostro entusiasmo e con la testimonianza della vostra fede!”.
Antonio Izzo

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