RASSEGNA STAMPA

Sì! Noi… io ci sto!

Raccontati da giovani penne per un vecchio mentore

Un sogno che prende vita tra le parole, gli sguardi, le storie.

È gioia pura vedere giovani passionari della penna Bic – ops! della moderna scrittura! – raccontare il loro mondo, e anche un po’ il mio, con la leggerezza e la forza dei vent’anni e la fame di futuro.

Grazie a due donne di cuore ❤️

Grazie a due re di cuore ❤️

In questo semestre di sogno – la nostra Recanati del Sud – abbiamo intrecciato storie, visioni, linguaggi. La nostra storia… sì! Anche la mia. Gli anni ti fanno navigante, e il Giardino d’Arte è diventato per me approdo, scoglio, rifugio solido nella corrente della vita.

Abbiamo dato presenza – non solo parola – a sorelle e fratelli che ci hanno accolto con gioia, costruendo insieme un villaggio, un comune, un luogo dove abitare il senso. Come Pianura nel 1926.

Non ci sentiamo che cittadini attivi.

Il vecchio della penna Bic, oggi si realizza in un sogno che viene da lontano. Ero giovane e Salvatore Birra – “Birra Pegiaut” – raccontava i mestieri e le professioni, diceva:

“Non date una penna al professore: vi scrive sulle mani!”

Era la sua gioia: trovare terra, la sua Marechiaro alta.

Come un monaco che trova la sua comunità.

Abbiamo attraversato 44 anni.

Abbiamo dato il bello e il brutto di essere homo sapiens.

Ma – sì, c’è sempre un ma – oggi c’è il Giardino di Grazia Vernillo, Teresa De Giulio e Enzo Nugnes, e anche il troppo impegnato Enzo Carro, artista della generosità.

Hanno dato vita a una comunità.

Ieri Maurizio De Giovanni ci ha ricordato che noi napoletani possiamo scrivere pagine di storia e libri di ogni spessore, perché abbiamo una sorgente di idee che chiedono solo di essere ascoltate e osservate.

Con noi Sergio Costa, non solo politico, ma uomo e generale che ha lottato per la terra, ha ribadito:

“Un corpo, una terra senza cicatrici è una terra non vissuta.”

Liberarci del passato, modificare i comportamenti: possiamo rimarginare le ferite.

I problemi non si risolvono, si superano.

E questo, il Giardino d’Arte, ci sta insegnando.

Siamo stati in tanti.

Saremo ancora di più nelle stagioni che verranno:

Autunno, Inverno, Primavera, Estate 2025/2026.

Grazie a tutti.

Ma permettetemi di dirlo:

grazie alle donne.

Sì, ci vuole un re operoso come Enzo Nugnes, ma le mie due nuove figlie – Teresa De Giulio e Grazia Vernillo – mi stanno donando la gioia di un sogno.

Un sogno che non vale solo per Cenerentola, ma che può diventare un villaggio da abitare.

Dal mio riposo estivo,

’O Prufessor, logorroico del racconto dell’amore universale.

(Questa nota è per te, Dino, fratello dal cielo che mi hai spinto alla scrittura.)

Shalom.

Prometto: deposito la penna, solo per un poco, fino al ritorno dal mio prossimo incontro educativo, per imparare ancora dai maestri di altri popoli.

Amiamo la vita: è nelle nostre mani.

Fuoritempo? Esiste sempre un tempo per riparare.

– Teresa De Giulio (a nome del Villaggio)

e

Ciro Scognamiglio – il vecchio della penna Bic

Teresa de Giulio

5 h  · 

Grazie a Francesco Palmieri per il meraviglioso articolo sulla chiusura estiva del Giardino D’Autore

Onda Web Radio TV un’ altra eccellenza del nostro territorio 🥰

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