#Sinner#OrgoglioItaliano#SportConCoscienza#LontaniLaTraversata#PaginaSportiva

13luglio2025 una domenica da sport senza italia – solo cronache da lontano!

#JANNIK SINNER, IL RAGAZZO DEL FREDDO FUOCO – VITTORIA E SOLITUDINE ISTITUZIONALE

Rubrica: I Ragazzi della pagina Sportiva – Lontani La Traversata #99NOIACDM&Altri

Redazione Giovani & Direzione C.S.

Ha vinto ancora.

Con quel silenzio altoatesino che sembra gelo, ma dentro è brace viva.

Con la sua racchetta che pare un arco antico: tesa, precisa, senza urla.

Jannik Sinner, il ragazzo del 2001 nato fra le montagne e cresciuto sui campi rossi e verdi del mondo, ha vinto.

Un’altra coppa, un altro scalino, un altro giorno da appuntare nel diario sportivo di questo nostro tempo spesso dimentico del sacrificio.

Siamo i “Ragazzi della pagina sportiva”, e quando Jannik vince, lo sentiamo anche un po’ nostro:

per la compostezza, per la dedizione, per quella faccia da “studente che non sgobba solo sui libri, ma sulla vita”.

Non è solo un tennista.

È un modo di stare al mondo, silenzioso e feroce, elegante e deciso.

La sua vittoria – oggi come ieri – non è solo un punto messo a segno, ma una lezione gratuita sul valore della concentrazione, della cura, della resilienza.

In archivio lo abbiamo già scritto più volte:

“Il tennis non è una guerra. È un modo per dire al mondo: io ci sono, senza bisogno di rumore.”

E Jannik c’è.

Per tutti i ragazzi che sognano una racchetta, o un campo, o semplicemente una strada da seguire.

#Nota della Direzione [ Ciro Scognamiglio – Direttore di Lontani la Traversata] dal riposo del Vecchio – e quando ci vuole ci vuole- non lasciare mai soli i giovani di domani – lo abbiamo già fatto oggi con Jannik!

Ma oggi, nel giorno del suo trionfo, Sinner era solo.

C’erano gli spalti pieni, è vero.

C’era il Re di Spagna e la consorte – la monarchia europea, presente per tifare l’altro finalista, spagnolo.

Da parte italiana? Solo i genitori e lo staff.

Nessuna autorità, nessuna presenza istituzionale a rappresentare un Paese che, quando c’è da viaggiare per parlare di guerre e dazi_loro, trova sempre un aereo e un’agenda libera.

Ma se si tratta di accompagnare un giovane italiano che gioca, soffre e vince per il suo Paese, siamo assenti.

#Educatamente assenti.

#Freddamente disinteressati.

Non chiedevamo la presenza del #Presidente – per età e ruolo.

Ma ricordiamo bene #Pertini in tribuna per il calcio, o #Mattarella in piedi davanti agli azzurri.

Per il tennis, niente. Come se non fosse “#sport#popolare”.

Eppure il tennis è lo sport dell’uguaglianza: tu, la racchetta, un campo.

Poche parole, molto sudore.

Non un’asta milionaria, ma una costruzione lunga e silenziosa di un sogno.

Ci rendiamo conto che per 75 miliardi di ceditura di Osimhen si parla da settimane ovunque?

Sinner, invece, è un ragazzo solare, pulito, senza capricci, senza gossip.

E proprio per questo oggi era solo.

Solo nella vittoria, nel momento più alto, senza un volto istituzionale italiano ad abbracciarlo.

Come Direttore, controfirmo questa pagina scritta dai nostri redattori in formazione:

non ancora giornalai, non ancora giornalisti, ma già redattori munchiani, che sanno urlare con libertà le verità delle cronache umane.

Perché anche questa è cronaca: una vittoria sportiva e una sconfitta civile.

I RAGAZZI della #REDAZIONE presto si firmeranno per essere divenuti pubblicisti e domani giornalisti – di testate LIBERE del Paese!

Lascia un commento