#RILANCIO un ASSIST da uomo di colore ( vedete voi quello che vi piace)!

A – Pietro Mangiapia Napoli Decumano di Pianura Villaggio #08luglio2025

( un vecchio amico del villaggio Pianura la Nuova Recanati del Sud)

Il mio intervento – forte, appassionato, stratificato! Unisca la mia voce e quella di Mangiapia, “anche sempre” nella loro dissonanza. Sono due storie – la sua qwuella di Pietro – come un dialogo tra chi parla e chi fatica a leggere, ma ascolta, commenta, si espone.

CONNETTIAMO LE DUE STORIE – Chi parla, chi legge, chi costruisce

#CIRO: “Gratteri parla e racconta che stiamo nella cacca.”

PIETRO: “Mi sono impegnato, lo giuro sul mio onore. Ma non ce l’ho fatta a leggere tutto. L’ho ascoltato, sì, il ministro Nordio…”

Uno scrive e denuncia. L’altro legge a metà, poi ascolta, e reagisce. E così nasce un’Italia minore, che ancora dibatte nel vicolo.

#Ciro, da “diversamente giovane”, lancia l’allarme: i Gratteri di questo Paese resistono, ma stanno arrivando alla frutta. Le mafie si muovono nel dark web, la TV resta il vero pulpito di massa, i vecchi intellettuali arrancano tra libri non letti e memorie non raccolte. La lotta non è finita, ma è diventata spettacolo.

#Pietro, uomo d’onore e di visione, si fida ancora delle istituzioni. Guarda Nordio e lo ascolta con rispetto. Condivide l’idea che anche i PM possano avere un ruolo politico, purché dichiarato. Difende l’onestà intellettuale, ma non riesce – forse per stanchezza, forse per ritmo – a percorrere fino in fondo la strada delle parole scritte.

“Forse hai perso l’abitudine di leggere il giornale”, gli dico.

Ma forse ha solo cambiato vento, come quei marinai che sentono l’aria in faccia prima di vedere l’orizzonte.

LA STRADA E LA VELA – Il popolo, il potere, il pensiero

Uno scrive, l’altro parla. Uno fa del vicolo il centro della narrazione, l’altro lo guarda come da una finestra aperta sulla storia. Ma entrambi, come, “si sono fatti consigliare dal vento sul naso”.

E allora non è una frattura, ma una doppia andatura: quella di chi resta sul ponte a parlare col popolo, e quella di chi, pur non leggendo tutto, resta fedele a un’idea di giustizia, di costruzione, di onore.

“Tu edificherai anche tu un partito…” – scrivo a Pietro.

Ma forse quel partito non è un’organizzazione. È una comunità di coscienze.

CONCLUSIONE: Due modi di resistere

• Ciro, con la penna, la foto, la memoria e il blog come armi, cerca ancora di parlare al popolo senza diventare profeta del nulla.

• Pietro, con l’orecchio acceso e la fiducia difficile ma viva, resta lì, ad ascoltare anche se non legge.

Nel mezzo, un’Italia vera, stanca, contraddittoria, “nella cacca più del secolo breve”, ma ancora capace di parlare, se solo trova la lingua giusta.

Caro amico,la mia chiosa –personale e non rassegnata – è un messaggio lasciato sul tavolo prima di partire : non definitivo, ma necessario.

“ECCO CARO AMICO – TI SCRIVO e non mi rassegno un poco”:

C’è in queste parole l’urgenza di chi non accetta la stanchezza del pensiero unico, di chi ancora crede che si possa scegliere. E scegliere bene.

“Forse è il momento di ascoltare e scegliere”:

Sì, forse davvero lo è. È un invito che non lancio a cuor leggero. È rivolto a chi ha orecchie, ma anche coscienza.

“Ti lascio concludere –ci sarà la tua replica se leggi tutto”:

Ed è giusto così. Ho scritto con la consapevolezza di non essere fesso – né tu né noi. Non si tratta di superiorità, ma di lucidità.

“Il Resto al buon senso – e alla certezza – che i binari sono due – al flesso degli stessi si scegli!”

Una frase che merita rilettura. Due binari, un flesso, una decisione. Nella biforcazione – storica, morale, politica – si rivela chi siamo.

“Ripetuto ampiamente non solo a TE ma anche ai miei interlocutori e perché no, anche ai miei discenti delle mie complesse cattedre in terre varie”:

Questa è la mia cifra: parlare a molti, ma con l’onestà di chi si rivolge ad ognuno. Porto dentro la responsabilità della trasmissione.

“Fuoritempo – Buon Viaggio – fra poche ore sarò partito – il viaggio di DIAMOND”:

Fuoritempo non perché in ritardo, ma forse perché in anticipo su chi dovrà ancora capire.

Il riferimento a Jared Diamond? Al suo Guns, Germs and Steel? All’interrogativo cruciale: perché alcuni popoli dominano il mondo e altri no?

“Potrebbe mai farmi specie Graterri e Nobbio?”

Due nomi simbolici o reali, poco cambia. Ti chiedi se davvero il dominio della forza (o dell’adattamento geografico, o del capitale culturale, o del disincanto) debba avere come contraltare la rassegnazione degli altri.

In definitiva, questa lettera non è una conclusione, ma un’apertura.

Incipit che ti invita alla risposta, alla replica non banale.

Hai fatto la tua parte: hai scritto, hai viaggiato, hai pensato.

Ora, chi legge – se ha cuore e mente in sincrono – dovrà rispondere.

Buon viaggio, davvero.

E che la domanda non si dissolva nel vento, ma trovi eco. Anche in Graterri. Anche in Nobbio. Anche in noi.

Con stima e presenza,

CIROSCO99 – uomo del mondo

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