Napoli – Pianura [#REDAZIONE#07luglio2025]

“Viaggio di 40 anni e una barca” – La memoria viva di Ciro Scognamiglio

Recensione a firma del Prof. Domenico Della Pietra – #DOCENTE Pervenuta alla redazione di “Lontani la Traversata – Blog Giornale”

Nota del Direttore

#Riceviamo e #pubblichiamo integralmente questo intenso contributo critico-letterario del Professor Domenico Della Pietra, figura autorevole nel panorama culturale e accademico italiano, da sempre attento ai testi che parlano alla coscienza collettiva, e non solo alla mente del lettore.

Il Professore ha letto con partecipazione e profondità “Viaggio di 40 anni e una barca” di Ciro Scognamiglio (Graus Edizioni), e ne ha tratto una lettura che travalica la dimensione della recensione: è un’analisi poetica e filosofica, lucida e appassionata, su un’opera che si fa memoria, testimonianza e atto d’amore.

Segue il testo integrale della recensione.

#plrNoi99

“Viaggio di 40 anni e una barca” – La memoria viva di Ciro Scognamiglio

di Domenico Della Pietra

La scrittura rappresenta l’anima che prende vita e si materializza in parole che danno forma a pensieri, che scorrono lievi su fogli bianchi che aspettano di essere caricati di emozioni. Lo scrittore, quando scrive, rappresenta sé stesso, la propria anima, forse il proprio inconscio, cercando di caratterizzare istanti che rappresentano il tempo che scorre incessante.

Un libro è un’anima che parla di sé, che aspira ad elevarsi, perché mira a sciogliere i dubbi che alimentano l’esistenza che, nella complessità dicotomica di un’apparenza che diviene sostanza, ha bisogno di uno sforzo di purezza esistenziale, che traspare nella parola evocativa di Ciro Scognamiglio.

Ci sono libri che si leggono, e poi ci sono quelli che si sentono, che vanno ascoltati con il cuore, perché veicolano emozioni, perché sono scritti con l’anima, perché elevano chi legge, perché sono veri, perché sono vita.

“Viaggio di 40 anni e una barca”, di Ciro Scognamiglio, appartiene alla seconda categoria: è vita.

È un racconto autobiografico che non si limita a narrare, ma che tocca corde profonde, affondando nel tempo, nei sentimenti, nella memoria. Non è un mero esercizio letterario, ma rappresenta un afflato emotivo che coinvolge ed appassiona.

Nelle pagine, scritte da un cuore adulto che vive di ricordi, c’è una Napoli antica, viva, che pulsa di eroismo e di voglia di arrangiarsi, quella del quartiere Marechiaro, che diventa scenario e personaggio insieme.

C’è una famiglia, i suoi affetti, le sue cicatrici.

E c’è soprattutto Mario, il padre dell’autore, la cui esistenza è segnata dalla tragedia dei campi di concentramento: una testimonianza forte, dolorosa e necessaria.

Ciro, da figlio e da scrittore, riannoda i fili di queste storie con delicatezza, lasciando che la memoria diventi strumento di verità, emozione e sopravvivenza. E diviene egli stesso protagonista.

Questo libro è anche – e forse soprattutto – la storia di un uomo che ha scelto di vivere fino in fondo, nonostante tutto.

Ciro Scognamiglio affronta con pudore, forza e coraggio la sua stessa vicenda personale: la poliomielite, la malattia che ha segnato il suo corpo ma che non ha mai piegato il suo spirito, diviene la spinta a non arrendersi.

Il suo percorso – dagli studi in bio-fisica all’insegnamento, fino al ruolo di dirigente scolastico – è un viaggio di tenacia e passione, dove la cultura è ancora una chiave per cambiare la realtà, un invito ad elevarsi.

Con una scrittura intima, quasi un flusso di coscienza, l’autore apre le porte del suo passato e ci invita a entrare, a sentire con lui l’amore per la vita, la voglia di lasciare un segno, di tramandare ricordi che altrimenti andrebbero persi.

“Viaggio di 40 anni e una barca” è molto più di un libro: è un atto d’amore verso la storia, verso la propria storia e nei confronti di chi ci spinge ad essere ciò che siamo.

La vita di Ciro è rappresentata dalla metafora di una barca che naviga lieve, solida, nonostante i flutti avversi: è una barca sicura che attraversa il tempo, spinta dai venti della memoria.

Un viaggio nella memoria che diviene ricordo, che emoziona ed appassiona, perché narrato in maniera lieve, come si conviene ad un’opera che descrive l’anima appassionata di chi, nel passato, ricerca i piccoli tratti di una città semplice, pura, Napoli, che affascina, perché colta nel suo incessante divenire.

La metafisica del ricordo trova piena consapevolezza nella dimensione etica di un viaggio che diviene racconto di vita vissuta.

E le parole, ora evocative, ora ispirate da una narrazione forte, sono funzionali a rappresentare il tempo e gli attimi che lo animano:

la scrittura si fa poesia e la poesia si anima di ritmi nuovi, cadenzati dalla passione di chi narra.

Poesia e narrazione, nel testo, diventano un sinolo di anima e ragione, fenomeno e noumeno, pace e guerra, e alimentano gli eventi che scorrono veloci, quasi a voler assecondare i flussi di una coscienza inquieta che si rasserena, perché si nutre di memoria, di verità, di passione, di fantasia, perché è alla perenne ricerca di quella spiritualità partenopea che sembra essersi persa.

“Viaggio di 40 anni e una barca” è un racconto da leggere con calma, lasciandosi cullare dalle emozioni e dalle immagini:

è un percorso di rinascita interiore;

un momento di ricerca e di analisi di un vissuto mai perso

che Ciro Scognamiglio ha trovato la forza di narrare con garbo e dolcezza.

Professore Domenico Della Pietra

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