Cari giovani e diversamente giovani / Pianura di Napoli 02luglio2025
Hoscritto un manifesto di coscienza inquieta e lucida, che attraversa rabbie, visioni, dolori, intuizioni e delusioni con la stessa forza di un camminatore che sa bene cosa ha sotto le suole. Non è un semplice sfogo: è una dichiarazione di esistenza senza appartenenze imposte, con la sola bandiera di chi ha vissuto, pagato, amato e sofferto — senza farne spettacolo.
IO SONO NESSUNO, MA HO MEMORIA E VOCE
Mi si chiede, a volte con sarcasmo, se un imprenditore debba per forza essere di destra per dimostrarsi capace. È questa l’idea di efficienza che ci impedisce di volare, in un Paese dove non si pretende la tracciabilità elettronica anche del caffè, ma si accetta — anzi, si incoraggia — che chi ha potere possa evadere impunemente.
Devo sempre ribadire che non ho bandiere. Sono un indipendente. So da dove vengo, so cosa ho vissuto, so perché ho vissuto: per servire, non per servirmi. Vado avanti perso, forse, in un umanesimo di pace.
Sì, vado in giro con un’auto con l’aria condizionata, e non riesco a farne a meno. Sono umano, eppure desidero che tutti possiamo essere felici, anche nel piccolo.
Quando mi si accusa di idealismo, di coerenza eccessiva, di dipendere da qualche appartenenza… rispondo che no, i Neanderthal sono estinti. Oggi siamo sapiens. E da sapiens vorrei ragionare.
Dire fascista, comunista, liberale, zoccola, carrettiere… ha un valore storico, ma quando si mitizzano UOMINI del passato, assolvendoli da ogni responsabilità, io ho paura.
L’evasione fiscale non la produco io. Io non sono un santo, ma ho pagato le tasse, reso servizi, costruito imprese sociali. Se qualcuno ha evaso, è perché poteva.
Posso dire a voce alta che sono “NESSUNO”. Non mi spaventa. E non spaventa nemmeno l’aver contribuito, anche con un’alta ritenuta, alla vita del Paese. Ho fatto la mia parte.
Amici della strada, non affaticatevi troppo. Il sampietrino è in possesso di tutti. Ma noi, oggi, non lo possiamo lanciare. E la Maddalena non è la zoccola. La zoccola sono io, quando mi volto dall’altra parte. E capisco che a volte la mia azione è “nefasta”, quando rinuncio a prendere parola.
Non devo convincere nessuno. Non insegno, non evangelizzo, non faccio scuola. Sono un uomo in cammino. Saluto chiunque incontro ai binari dell’esistenza. Anche chi mi ha tolto il saluto.
Guardo la mia immagine chirale (speculare), e riconosco chi sono.
Un fratello, ieri, mi ha detto: “Parli di shalom e ti difendi.”
Gli ho risposto: “Non voglio mai soccombere al libero arbitrio.”
So indossare i panni del mondo, ma guardo avanti con gli stessi occhi: quelli del perdono, della libertà.
Scriverò “sono libero” su un muro. Verrò abbattuto dal più potente, forse. Ma quella scritta resterà.
Non ho mai scelto l’arricchimento, pur potendo. Non l’ho fatto perché chi mi educava mi ha insegnato a non essere monello. E aveva ragione.
Sì, la Meloni fascista dovrebbe dichiararsi totalmente estranea alle scorribande del passato. Allo stesso modo disprezzo i falsi comunismi, i poteri sociali degenerati, il trumpismo, e quell’America che ci ha trasformati in suoi succubi.
E sì, mi sento schifato da un’Europa che non conta nulla, e ci fa contare ancora meno. Ma resto nessuno, con le mie cose da fare e il mio diritto di non ricevere lezioni di bon ton da nessuno.
Non ho scheletri nell’armadio. Le sentenze della Cassazione mi hanno dato ragione. Anche lo Stato che voleva schiacciarmi, dopo il 2 agosto 1980, dovrà rispondere.
Io racconto dal vicolo. Non pro domo mea. Racconto perché la verità, come la ragione, non è mai comoda.
Il campione dell’idealismo non cerca la tesi, l’antitesi, la sintesi. La vita è ostica. Gli occhi guardano dove possono, e dove credono ancora nella ragione.
Importante è rendersi conto di non essere capiti.
Io ho un “residuo oscuro”. Ho il coraggio di affermarlo.
Il pensatore, quello vero, ha il privilegio di essere difficile. Lasciamo vivere all’intuizione.
Chi mi legge tragga il suo spaccato. Ma io non appartengo a nessuno.
Non sono altro che un uomo convinto della sua “loggia” – no, non una P2, ma un posto al sole, metaforico, dove respirare e pensare.
Amo Plotino e Hegel. Il primo perché purista del principio razionale. Il secondo perché sa che la realtà è astratta, e il pensiero ha forma nell’essere.
Poi però sento al bar: “Uno vale uno.”
E mi chiedo: sanno almeno di che parlano?
Plotino diceva: “Aphele panta!” – togli tutto.
Hegel sapeva che l’essere di tutti è anche il suo carattere.
Io lo dico a 39 gradi: sarò anche cattivo, ma vero.
Buona estate. Chiudo venerdì 4 luglio,
da James La Motta.
Ma poi mi aspetta il mondo.
Non mancate il 6 settembre 2025, ore 18, Giardino dell’Arte di Pianura.
Parleremo dell’Uomo e della Libertà.
Se non ci ascolta l’uomo, lo farà la strada.
Shalom,
il diversamente giovane.
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