LETTERA DAL DECUMANO MINORE

AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO – 2 LUGLIO 2025

Si liberi del suo passato, per passare alla #Storia.

di Ciro Scognamiglio, libero — nella libertà che ho sempre scelto come passo autonomo, grato a chi mi ha educato a vivere per servire e non servire per vivere.

#Signora#Presidente,

oggi non si può tacere.

La Corte di Cassazione, con sentenza definitiva, ha scritto un’ultima parola – giuridica ma non ancora civile, né politica – su una delle ferite più profonde dell’Italia repubblicana: la #strage#fascista di #Bologna del 2 agosto 1980.

Ottantacinque vittime. Una sala d’aspetto sventrata. Famiglie spazzate via.

Dopo 44 anni, è arrivato l’ergastolo per Paolo Bellini, ex Avanguardia Nazionale.

Con lui condanne per depistaggio e reticenze, in una trama che non fu solo di bombe, ma di silenzi, codardie, e “ragioni di Stato”.

#Signora Presidente, lei madre e credente :

è giunto il momento della verità.

Non solo quella giudiziaria.

Lei deve dire, con chiarezza e senza reticenze, che quella fu una strage fascista.

Che la strategia della tensione, che insanguinò l’Italia, ha avuto una matrice nera.

Che la P2 non fu leggenda, ma sistema.

Che chi tradì lo Stato non erano solo terroristi, ma anche uomini in divisa, amministratori, servizi deviati.

Che il potere – come intuì tragicamente un certo socialista divenuto Duce – può diventare follia quando si schiera con la forza contro il popolo.

Chi è al governo oggi, se ha radici che affondano in quella storia, ha il dovere morale di abiurare.

Non per compiacere l’opposizione, ma per consegnare finalmente questo Paese alla verità, e ai suoi figli.

Noi non accettiamo l’oblio del “si potrebbe vivere meglio”.

Noi, che veniamo dai vicoli, dalle periferie, dalle voci basse, abbiamo vissuto come figli delle Ombre, portando in tasca le cicatrici di chi fu deportato, umiliato, o dimenticato.

Vediamo oggi un mondo sconvolto:

– Comandi impazziti e poteri occulti che decidono su Gaza e Tel Aviv.

– Magnati che affittano Venezia per giorni mentre la fame assedia i continenti.

– Giovani illusi da miliardi che scorrono attorno a un pallone, chiamandolo ancora “sport”.

Ma il disordine che ci sconvolge è figlio di un disordine più antico, di un’idea del potere come sopraffazione.

Ed è su questo disordine che ancora si tace.

Signora Presidente,

questa sentenza non è solo un atto giudiziario.

È una sfida di civiltà.

Si liberi del passato. Non lo rinneghi, ma lo superi.

Perché solo chi ha il coraggio di condannare la violenza di ieri, può avere l’autorità morale per governare il domani.

Dica che la strage fu fascista.

Dica che lo Stato non sarà mai più complice.

Lo dica non per noi vecchi del vicolo, ma per i giovani che guardano, ascoltano e sperano.

Perché il futuro non può nascere nell’omertà.

Dal Decumano Minore,

con libertà e memoria,

CIROSCO99 – Ciro Scognamiglio

scrivente civile del vicolo

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