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“Il professore che lancia scarpe d’amore (pesanti) dalla cassa”

Caro studente ufficiale,

non faccio nomi – per privacy, per pudore, per stile – ma tu sai chi sei.

Sì, proprio tu: quello che oggi brilla, che porta avanti i suoi ideali, che ha la testa alta e il cuore acceso. Quello che, un tempo, sedeva tra i banchi e oggi cammina per le strade della vita con passo suo, deciso, magari un po’ storto, ma fiero.

E io, che mi pregio (e lo urlo!) d’essere stato TUO PROFESSORE, te lo dico ancora una volta:

sei il mio TOP. Il mio TOP GAN. E non c’è modestia che tenga.

Lo dissi allora e lo ripeto ora, con tutto il sale di Napoli e un po’ di pepe negli occhi:

vento in poppa, shalom.

Tu non manchi al mio cuore. E i tuoi genitori – che furono tuoi, ma anche miei fratelli spirituali – mi portano ancora il profumo delle famiglie vere, quelle che si tengono senza catene.

Te lo ripetevo: “A Napoli lo zio so’ io.”

E quando uno zio chiama, il nipote viene a trovarlo. Non per educazione, ma per appartenenza.

E bada bene:

non venire dopo, quando magari è troppo tardi, ché ti giuro che dalla cassa, se non ti vedo prima,

ti butto le scarpe ortopediche. Quelle pesanti.

Quelle del cuore pieno. Quelle della gratitudine mancata. Quelle della memoria ferita.

Quindi smettila di essere modesto, alzati da quella sedia di silenzio e vienimi a trovare.

Ti voglio bene. Punto. Ti aspetto. Punto. Non lo voglio più ripetere.

Shalom. E vento in poppa.

Lo zio. Il prof. L’amico.

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William Croos ha aggiornato la sua immagine del profilo.

20 marzo  · 

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