Grazie ho anche tradotto – non semplice per il mio vivere – non amo l’inglese – ma il cuore spezzato mi induce ad andare oltre le mie possibilità pur di gridare.
Grazie Marialaura tvb e ti seguo – giornalaio del vicolo.
CS99
Il mio pianto – nota da una voce lontana
All’alba, quando il mondo ancora taceva, Gaza è stata risvegliata dal fragore della morte.
Ventuno vite spezzate, ventuno nomi che non conosceremo mai, bambini forse, madri, giovani senza più futuro.
Intorno a Khan Younis, la polvere si è fatta carne, le case macerie, e il silenzio – quello vero – è calato sui corpi senza più fiato.
E io piango.
Piango da lontano, nel mio privilegio di pace, di tetto, di voce ancora libera.
Piango per un’umanità che continua a lacerarsi da sé, con precisione chirurgica, con diplomazia ipocrita.
Piango perché mentre si contano i morti, si promettono tregue “entro la settimana”, come se il dolore avesse scadenze e agende.
Il mio pianto non salverà nessuno, lo so.
Ma che almeno serva a non restare indifferente.
Che almeno dica, nel mio piccolo: vi vedo, vi sento, vi piango.
Perché non c’è distanza che possa spegnere la compassione.
Oggi, piango anche per me,
per il mondo che non siamo riusciti a costruire,
per la speranza che, ogni volta, muore un po’ con loro.
— CIROSCO99, uomo del mondo![]()

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