#Buonasera a tutti – 24 giugno 2025 voi che ci leggete!

Oggi, pronunciare “buonasera” mi riporta al 12 ottobre del 2000, una data che segna un momento importante, perché il tempo dell’incontro esiste sempre per tutti — ed è soprattutto tempo di speranza.

Cercherò di essere semplice, forse un po’ rudimentale nella comunicazione, perché la storia che andremo a raccontare è una storia dura, semplice eppure complessa, una storia fatta di ingiustizia e di lotta.

Questa sera provo a dare una #prolusione a un incontro che sarà speciale. Ricordiamo quel maledetto 23 novembre 1980, quando la mia famiglia è precipitata dentro l’ingiustizia che è diventata legge- si racconta.

Quel giorno, in quella tagliola implacabile, è stato dilaniato tutto ciò che avrebbe dovuto proteggerci.

#Racconto un’esperienza che si affaccia nel peggiore dei modi, ma con la certezza che oggi, a distanza di anni, noi siamo qui, ancora in piedi, ancora pronti a prepararci, perché il 12 ottobre 2000 ha segnato un punto di partenza contro questa mala giustizia.

Quella sera, il nostro amico #Pasquale#Caputo — che ha vissuto e vive ancora oggi questa ingiustizia — si è posto una delle domande più fondamentali: “Chi mi ha spinto a essere quello che sono? Perché la mia vita, la mia identità, sono state negate? Perché mi avete tolto persino il documento di identità, quella leale appartenenza che ci rende ciò che siamo?”

La domanda di Pasquale è semplice ma profondissima. Lui si chiede: “Perché mi avete lasciato da solo? Perché, a quell’età, negli anni ‘80, quando dovevo rappresentare la svolta della mia vita, sono stato abbandonato? E oggi, dopo tutto questo tempo, ancora la mia residenza è cancellata?”

E poi, quel giorno, quella #minaccia che ha fatto tremare tutti: l’esplosione programmata fuori dal suo negozio, sotto sequestro, con una bombola del gas. Un gesto estremo, un grido d’aiuto per scuotere le coscienze.

Abbiamo riportato tutto questo sulla locandina e sulla copertina del libro che #Pasquale ha scritto, libro che ho letto con attenzione e che vi invito a conoscere e condividere.

Chiedo a voi, concittadini di questa terra, al “Giardino d’Autore” — questo luogo di cultura e di incontro — di partecipare con noi a una serata che sarà, forse, un “sabato del villaggio”, come amiamo chiamare le nostre feste condivise.

Perché, anche se siamo ossessionati dalle tragedie, vogliamo tornare a celebrare la vita, lo stare insieme, il ritrovarsi.

Come dice il detto: “Sode uccello fa feste, e la gallina ripete il suo verso.”

Un inno a Gioia, un invito a Pianura, la nuova Recanati — non per un luogo, ma per diventare un luogo dove le voci di speranza si uniscono in cerchio intorno al viandante-narratore, intorno all’ora del tempo, al sabato del racconto.

Ed è proprio tra noi che stasera c’è #Pasquale#Caputo, che ha bussato a tante porte e oggi porta il suo libro per condividere una storia di tristezza e di “#cattiva#giustizia”, ma anche — e soprattutto — di #speranza.

Ancora, diciamo “ancora”, perché “il Giardino siamo #ancora noi”.

Non vi racconterò tutto ora, ma la domanda che #Pasquale si pone oggi è la stessa che si poneva allora: “Cos’altro dovevo fare? Che risposte ho avuto in tutti questi anni?”

Anni di silenzi, di attese, di mancate risposte.

E noi stasera vogliamo fare il nostro sforzo: predisporre un’analisi attenta, da lettori e da cittadini, per scoprire dentro questo testo la possibilità di un cuore che pulsa ancora, una pulsione esistenziale che ci chiama a non arrenderci.

Parliamo di quella notte del 23 novembre 1980, di una lunga battaglia che Pasquale ha portato avanti senza mai perdere la speranza.

Il nostro articolo è un piccolo #incipit, un primo passo verso la serata del 28 giugno 2025, e vi aspettiamo in tanti.

Abbiamo già organizzato tempi e comunicazione all’interno del nostro studio-giornale “Lontani la traversata blog”, un luogo che racconta la voglia antropologica di parlare del vicolo, della comunità, delle nostre radici.

Vi aspettiamo ancora, sperando di essere in molti, perché solo se siamo in molti possiamo cominciare a interrogarci sulle strade che vogliamo percorrere.

Grazie e buona serata – vi aspettiamo.

Fuoritempo — c’è sempre il tempo dell’incontro, per esserci, per tutti!

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Risposta

  1. Avatar Giuseppe

    Buonasera, non conosco bene la storia che causò la chiusura dell’attività di Pasquale Caputo, ma ho avuto modo di conoscere Pasquale, lui e una persona vera dove si evince una sofferenza fatta di ingiustizie e mai resa nota a tutti. Quindi credo proprio di partecipare e sopratutto di supportare tanta ingiustizia.

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