A TERESA e a GRAZIA
Due figlie aggiunte – innestate in storie umane altre, con tempi e prospettive diverse – ma unite da un comune cammino di umanesimo.
Il mio è quello di un illuso, sì, ma lucido nella sua follia di dono e di servizio.
Ragazze, il vostro anziano vi ha pensate anche come quadri:
quadri vivi, ciascuna con le sue tinte e sfumature.
Forse più “quadro” per Teresa, figlia più diversamente giovane,
e più “bozzetto luminoso” per Grazia, la nuova fanciullina aggregata.
Io, l’antropologo del vicolo – del Decumano Minore e della terra di Pianura –
vi racconto il cuore e vi ringrazio.
Essere ascoltato da voi illumina il mio pensiero
e rafforza la mia ricerca di migliorarmi per servire.
Il Cuore
( sintesi di tante ricerche nel campo #Antropologia del #Vicolo)
Che cos’è il cuore?
Una semplice pompa o la sede dell’anima?
Oggi come un tempo, questo organo continua a possedere un forte valore simbolico.
Nonostante i progressi della scienza, l’antico primato del cuore sul cervello resiste nell’immaginario collettivo.
Filosofi, scienziati, credenti hanno interrogato per secoli il mistero del corpo umano, e in particolare il ruolo del cuore.
Aristotele, con il suo pensiero ancora attuale, considerava il corpo come materia e l’anima come forma:
due realtà inseparabili, due dimensioni in reciproca tensione e compenetrazione.
In questa chiave, il cuore non è solo un organo biologico,
ma anche il luogo in cui si può sentire il soffio dell’essere.
In questa breve riflessione, accenno a due episodi lontani nel tempo e nello spazio:
uno nella Svizzera rinascimentale, l’altro nella rivoluzione bolscevica.
Eventi diversi, ma uniti da un filo sottile: la ricerca di un senso umano e simbolico dentro e oltre la storia.
L’intento è quello di proporre uno sguardo interdisciplinare che metta in relazione corpo e anima,
simbolo e realtà, pensiero e carne.
Donne, storia, umanesimo
A partire dagli anni Ottanta, la storiografia italiana ha cercato di recuperare la visibilità dei ruoli femminili,
sulla scia di quanto stava accadendo nel mondo anglofono.
Riviste come Memoria (1981) o Quaderni storici hanno contribuito a un approccio più aperto,
capace di illuminare figure e questioni femminili,
mostrando i limiti di una storia scritta solo al maschile.
Ma questo sguardo non è penetrato ovunque allo stesso modo.
Città come Verona, pur oggetto di attenzione da parte di storici stranieri,
sono rimaste a lungo legate a una narrazione dominata dagli uomini,
non tanto per ostilità agli women’s studies,
quanto per la resistenza a concepire una società in tutta la sua complessità.
Una storia fatta solo di maschi, di giochi politici e reti di potere esclusivamente virili,
è una storia mutilata, parziale, ingiusta.
Non perché manchino le donne,
ma perché manca la comprensione profonda del tessuto umano e sociale
che esse, con i loro gesti e pensieri, hanno sempre contribuito a tessere.
A voi, Teresa e Grazia, e a tutte le donne che portano luce nei vicoli del nostro vivere,
offro questo cuore e questa parola.
CIROSCO99 – Uomo del mondo, del Decumano e di Pianura




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