BORDI E PONTI
Antropologia del vicolo e dell’essere NESSUNO
di Ciro Scognamiglio – CIROSCO99
Ma so – profondamente – di vivere sul bordo della vita.
Un bordo che non è solo luogo fisico, ma condizione esistenziale:
è il margine che ti rende invisibile al centro,
la periferia che però osserva, accoglie, ascolta.
E da qui, da questa soglia del mondo che chiamiamo vicolo,
vedo ciò che altri fingono di non vedere.
E quando il mondo brucia – come oggi a Gaza –
non posso tacere.
Un altro olocausto è in corso.
E chi ha occhi, coscienza e memoria,
ha il dovere di scriverlo agli atti della vita.
Perché il silenzio, oggi, sarebbe complicità.
Prima di uscire con la definizione #pittografica di #bordi e ponti verso la città, il bordo della vita che ti porta ad essere periferia, e quel ponte complesso che mai si realizza, mi corre spontaneo raccontare la sofferenza per le violenze a Gaza e dell’ennesimo olocausto. Sì, perché tale dovrà essere scritto agli atti della vita.
Viviamo in un mondo in cui ci sono #57focolai di guerra attivi, un patrimonio di armamenti nucleari puntati su paesi e realtà esistenziali complesse, con storie di sterminio e odio. Ai loro bordi, ai confini, non si sono mai costruiti ponti di avvicinamento. Quei famosi ponti di montagna che uniscono i luoghi dell’amore.
È diventato doveroso raccontarmi: io so di non sapere.
Ieri sono arrivate grida di umana scelta al nostro Giardino della Cultura e dell’Arte di Pianura, sulla sofferenza per Gaza. Ma io, che sono nessuno, figlio maschio di un deportato, figlio di una madre che non sapeva nulla (ne avrete modo di erudirvi nel mio testo “Viaggio, 40 è una barca”, Edizioni Graus), sono curioso. E tale curiosità la riporto sempre nei tre canoni esistenziali: da dove vengo? chi sono? dove vado?
IERI, al Giardino della Cultura di Pianura – La Palestina
Si è raccontato il vero? Col seme della sofferenza di due popoli? O si è soltanto ribadita l’appartenenza? L’odio della morte per Gaza non ci faccia dimenticare l’odio millenario per l’ebreo, l’uomo delle scritture che non volle capire Cristo. Ma era uomo delle scritture, e nel tempo scelse Barabba.
Sembra sempre lo stesso cartello: Noi solidali con la vita, riportiamo anche voci contro chi si crede palestinese perché indossa una sciarpa, e poi nella vita è una chiavica. Io non faccio il palestinese o l’ebreo. Resto una chiavica, nessuno, con voci assonanti e dissonanti che in politica fanno i cazzi loro, senza competenza.
Io, che la competenza l’ho avuta e mangiata, che ho fatto crescere ragazzi da 0 a 25 anni, che ho seguito tesi di laurea, c’ero. E a chi mi crede schierato, gli faccio il medio alto. Io abito le periferie della vita, e non mi caco di loro.
Ma vogliamo parlare di Storia?
Un mio pazzo allievo corre nel villaggio, perché ha fatto carriera. Ma oggi, chi non ha nulla si mette il pastrano politico. Svegliamoci. La Storia va letta con oculatezza.
Dal 1947 il mondo se ne frega dei due popoli e dei due Stati. Disse agli Ebrei: “Andate lì e mangiatevi i pastori”. E i pastori si sono difesi. Il gallo era già stato ucciso. Cristo salì alla destra del Padre. I farisei erano farisei, la palla è arrivata al centro. Io racconto così la verità.
Mangiapia Pietro, che molti invidiano perché ha fatto quello che io volevo fare. Ma non l’ho fatto. Mio padre mi fermò. Oggi ho 72 anni e dico: non l’ho fatto per paura di perdere il posto conquistato. Per non far fare la fame alla mia famiglia. Molti che parlano di borghi e cortili si ammantano di onestà, ma chiedevano. Compagni, non vi nascondete dietro una sciarpa. Qua la merda puzza dovunque.
Posto la foto di mia figlia, libera, che lavora bene per la comunità. Altri fanno fuffa.
Mangiapia grida una sua libertà .
La storia è questa.
La questione palestinese ha coinvolto tanti, anche Pianura ha manifestato. Merito ad Antonio Longobardo. Le immagini del martirio, anche di bambini, generano orrore. La storia ci insegna ad avere equilibrio. Il Medio Oriente è terra di potenze egemoniche: Impero Romano, Ottomani, Mandato Britannico. Nel 1947 fu stabilita la creazione di uno Stato arabo e uno israeliano. Poi l’occupazione egiziana (1947-1967), la guerra dei Sei Giorni, l’occupazione israeliana. Nel 2005 Israele abbandonò Gaza. Nel 2006 vinse Hamas. La radicalizzazione portò al massacro del 7 ottobre 2023.
Un antisemitismo strisciante, latente dal ’47, che non vuole solo fermare la guerra, ma distruggere Israele.
#So di non sapere, ma la Palestina è mai stata libera? A che ne dica #D’#Alema, poi ve lo racconto. Lui, che vive da re e parte dal popolo. #Crosetto alla difesa, amico e lobbista di armi.
Io, #professore e #monello, non ho fatto una grande monellata, ma ho idee di merda che potrebbero diventarlo!
Io ho il mio bordo, e il mio ponte va alle periferie. Ho finito la mia carica a est, a Ponticelli. Sì, anche questi ponticelli hanno una storia. Il Centro Direzionale, edificato sul Sebeto, fiume di Napoli.
Andiamo a guardarci allo specchio. A Poggioreale si arriva per cattiveria o fame. Come a Nisida. Raccontiamocela.
Chi non ha mai sbagliato, lanci il suo sanpietrino.
Il mio si ferma alla finestra. Lo trovate nelle mie foto.
Io, come lui, continuo a scrivere sulla sabbia e sulla terra.
Sì, io so #pazzo!
Questa è antropologia del vicolo.
Cerchiamo di fare i bravi. Cerchiamo di fare gli interessi dei #vicolanti. Cerchiamo di non chiedere voti con la bugia.
Io cerco di essere libero.
E voi?
Fuoritempo. Del tempo delle analisi vere. Raccontatele al vostro specchio. O al mio, #chirale.
CIROSCO99

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