#Maturità 2025: Avrei osato
Forse, in un mondo che conosce solo la guerra – post Covid, post tutto – e che dal 2020 in poi ha raccontato troppo e capito poco, la scuola zoppa della (C) avrebbe dovuto almeno osare: alienare il passato, strappare la ruggine, dare un segno.
In questi ultimi anni, la scuola è stata tutt’altro che formazione. Ancor più oggi, in un tempo dove si parla – si urla – di guerra. Eppure… torniamo a Pasolini, torniamo a Borsellino. Ma siamo proprio certi di averli davvero formati, i nostri ragazzi, alle verità critiche, agli studi liberi, dove la passione incarna la ricerca e l’umano si riconosce nella relazione?
La libertà non nasce solo da una tastiera, né dalla solitudine. La libertà è stare tra Umani Sapiens, che sanno osannare la pace. E noi, in questo mondo armato, avremmo dovuto osare: proporre una traccia libera.
Sì, una traccia TEMA : #RACCONTATI.
Non vi illudete che sarebbe stato facile. I giovani hanno difficoltà a raccontarsi, proprio perché ci si racconta solo quando si è stati giovani in modo diverso – quando ci si è ascoltati nel profondo.
Noi vi abbiamo assegnato strumenti autorevoli, e provocatori: il Libero Docente, e altre figure di un tempo dove la prassi e la ricerca consentivano di lavorare qui, in Italia, senza dover fuggire col cervello e il cuore altrove.
Io avrei osato il racconto libero.
Sì, proprio lui: non un racconto guidato, ma un gesto creativo, uno specchiarsi nella propria immagine #chirale – opposta e speculare – e da lì, raccontarsi.
Ma…! Pensieri e azioni di questa portata restano spesso inascoltati. Eppure, ieri, per un lavoro tecnico, ho ricevuto a casa studio due giovani della mia e della nostra storia: hanno 52 e 53 anni. Mi sembravano ragazzi, ieri. Siamo tornati a parlare di passione, misuratori di campo, analisi, di ciò che abbiamo coltivato con abnegazione. E tutto ha dato frutti.
Vada per la Traccia Libera.
Con tutto il rispetto dovuto a chi ha visioni pedagogiche diverse dalle mie.
Io, intanto, la traccia libera la scrivo.
Io invento. Io comincio.
(Titolo della traccia, o forse inizio di un codice poetico che andrai a sviluppare…) Io, invece, l’avrei data così,
T E M A
“Raccontaci di #te. Poi, se sai qualcosa del passato, agli orali ci facciamo due chiacchiere. Ma ora, parlaci del tuo presente, del tuo balcone, del tuo futuro incerto – la #traccia: Parlaci
S V O L G I M E N T O
“Arturino, il colombo che non vola – Cronache dal terrazzo, mentre l’Italia esamina se stessa – ”Il mio #Arturino.”
Da fuori conto meno di quando contavo da dentro.
È il pensiero che mi ha dato la scossa stamattina. #Primo giorno degli esami di maturità. Tracce distribuite come pane (#raffermo) in tempi di guerra.
Hanno scelto #Pasolini — e pare che perfino #AI lo avrebbe scelto. Pasolini che parlava già allora del vuoto che oggi chiamiamo futuro.
Poi #Lampedusa, #Borsellino, la quantistica, il rispetto, i social, e i profumi di #Baudelaire che sanno di carne e incenso.
Ma nessuno, nemmeno il Ministero, ha chiesto: “#Raccontateci chi #siete”. #Tema#libero? Forse era troppo.
E allora vi parlo di lui, del nostro colombo.
#Nato a casa nostra, sul terrazzo.
#Unico superstite di un uovo che non si è mai aperto.
#Non vuole volare. Guarda il mondo dal bordo e dice no.
#Non vuole essere colombo della pace — ché tanto, la pace l’avete distrutta.
#Non vuole portare messaggi — perché quelli veri non li legge più nessuno.
#Non fa neanche la magia del cappello: gli uomini si illudono da soli.
Siamo noi i veri # S . . . . . . !(dice Arturino), quelli #pensanti solo a tratti.
#Guarda i suoi genitori fare acrobazie nel cielo — volteggi che paiono illusioni.
Sente parlare di Gaza, Ucraina, Iran, bombe, profughi, e persino i pacchi al TG3.
Gli hanno raccontato di #Majorana e della meccanica quantistica, ma non sanno neanche dire dov’è finito.
#Mendel e #Darwin? Li abbiamo usati per fare soldi, non per capire la vita.
La natura, quella dei “#fiori del #male”, ci osserva e non ci assolve.
E allora #Arturino resta lì.
Sul terrazzo. Sull’orlo. A metà tra il dentro e il fuori.
Guarda l’umanità e dice: “Voi fate la #guerra, io non ci #casco.”
A volte gli parlo. Gli chiedo: “Ma non vuoi provare a volare?”
Mi guarda, gira la testa e sembra dire:
“#Voi siete quelli con le ali sprecate. Io almeno, resto.”
#Domani è un altro giorno, diceva #Rossella. Ma quella era una guerra americana.
Oggi la guerra è ovunque e il mondo la mastica come pane vecchio.
E mentre il #Vesuvio dorme, e i #flegrei sussultano,
mentre i ragazzi scrivono di rispetto, coraggio e indignazione da social,
#Arturino resta lì.
Non vola.
Perché forse ha capito tutto prima di #noi.
#FUORITEMPO – ci resta il TEMPO di capire ANCORA o FORSE!
di #Ciruzzo il #Monello / a cura di Ciro Scognamiglio18giugno2025

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